Palazzo Pignano

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Comune di Palazzo Pignano (CR)

Informazioni

  • Codice Catastale: G260
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 3916
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Per quanto riguarda la denominazione di questo Comune, nella pianura cremonese tra i fiumi Adda e Serio, si è verificato un episodio curioso: si denominava PALAZZO, con Regio Decreto di Vittorio Emanuele II n. 1024 del 4 dicembre 1862 gli è stato attribuito, con evidente errore di trascrizione, il determinante PUGNANO, che è stato poi corretto con successivo Regio Decreto n. 1195 del 12 marzo 1863, che istituisce la denominazione di PALAZZO PIGNANO. Nel 1868 il Comune di Palazzo assorbì quelli di Scannabue1, Cascine Gandini2 e Monte, che all’inizio del XX secolo ritornarono autonomi fino al 1929 quando vennero nuovamente riunificati, ad eccezione di Monte (attuale Monte Cremasco). Il toponimo è antico, già nell’XI secolo il vescovo Sigfrido di Piacenza effettua un donativo al monastero di San Savino della sua città in loco “que dicitur Palatium Apiniani”, XIII secolo è attestato come pieve (“Plebs Palatii”), che nel XIV secolo diviene “Ecclesia plebe de Palazo”. PIGNANO deriva dall’intestatario tardo-romano di un fondo agricolo, di nome Pinio (Pinius, da cui “fundus Pinianus”) o Plinio (“fundus Plinianus”). La tradizione locale vuole che la località sia in qualche modo legata alle figure di Valerio Piniano e della compagna Santa Melania, vissuti nel IV secolo, che distribuirono i loro averi ai poveri, compreso un terreno in questa zona, dove sarebbe stata la residenza, il “palatium” Lo stemma del Comune regolarmente concesso nel 1964, presenta uno scudo partito: nel primo campo sono rappresentate le insegne episcopali, perché il territorio dell’attuale Comune fu soggetto feudalmente al vescovo-conte (e poi del Comune) di Crema. Nel secondo campo è raffigurata la torre del “palazzo” o villa dei conti Marazzi, nota come Villa San Giovanni nelle frazione di Scannabue, une delle emergenze storico-architettoniche del territorio. Si tratta di un complesso architettonico costituito da due grandi corti (agricola e d’onore) con villa, edifici risalenti al XVI secolo, e un’alta torre del XV, al limite di un ampio parco. La torre è un rimaneggiamento tardo-rinascimentale di una struttura difensiva precedente, eretta da Benzoni, signore di Crema, che nel XVI secolo passò al duca Francesco Sforza che ne infeudò Sermone Vimercati, che trasformò il complesso in occasione del suo matrimonio nel 1528 con Ippolita Sanseverino, insieme dando origine alla famiglia dei Vimercati-Sanseverino. Nel XIX secolo la contessa Laura Vimercati-Sanseverino, sposata al conte Paolo Marazzi, lo lascia al figlio il generale Fortunato Marazzi. (1): In età napoleonica (1810-1816) PALAZZO fu aggregato, come frazione, al Comune di Scannabue, recuperò l’indipendenza con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto asburgico. (2): CASCINA GANDINI, antico Comune autonomo divenne una frazione di Scannabue nel periodo napoleonico (1810-1816), ne venne nuovamente distaccata con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto e poco dopo, nel 1817, vi venne unito il territorio del soppresso Comune di Cascine Capri con Ronchi. Nota di Massimo Ghirardi Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
Profilo Araldico
“Partito, il primo d’azzurro alla mitria d’argento, accollata ad un pastorale dello stesso posti in decusse; nel secondo d’argento alla torre civica al naturare aperta di cinque archi visibili. Ornamenti esteriori da Comune”. D.P.R. 23 novembre 1964
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Colori dello scudo: argento, azzurro
Partizioni: partito
Profilo Araldico
“Drappo partito di bianco e d’azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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