Palanzano

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Comune di Palanzano (PR)

Informazioni

  • Codice Catastale: G255
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1221
  • Nome abitanti: palanzanesi
  • Altitudine: 691
  • Superficie: 691
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 60.0
  • Distanza capoluogo: 60.0

Storia dello stemma e del comune

Il toponimo appare come prediale (“fondo di Pallante”) ma potrebbe anche essere riconducibile al latino “palatium” (palazzo, edificio), ma nessuna delle due ipotesi è accertata. Compreso anticamente nella Podesteria di VAIRO (che aveva, comunque, la sue sede in Palanzano) nel 1039 fu assoggettata inizialmente al vescovo e poi al Comune della città di Parma (il vescovo manterrà il suo dominio, nominalmente diretto, sulle cosiddette “Corti Vescovili” oggi comprese nel vicino Comune di Monchio detto, appunto, Delle Corti fino alla soppressione dei feudi nel 1805). Palanzano fu anch’essa una delle “Ville” o “Corti” delle VALLI DEI CAVALIERI, delle quali facevano parte le valli dell’Enza e del Cedra, direttamente governate dal Comune parmense che nominava appunto un Commissario o Podestà che aveva la sua sede in Palanzano. La denominazione “Dei Cavalieri” deriva dal fatto che la zona era antico feudo dei Cavalieri ed Ospitalieri dell’ordine di San Nicolò d’Altopascio, che dal XII secolo si erano sostituiti ai Benedettini nell’abbazia di Linari, presso il passo appenninico del Lagastrello (oggi in Provincia di Massa-Carrara), nella gestione dell’Ospitale per viandanti e nel controllo dell’ampia regione già soggetta, come detto, all’abate di San Bartolomeo di Linari. Fino al XIX secolo ebbe anche giurisdizione sulle località di: Montedello, Camporella, Pieve San Vincenzo (oggi Ramiseto, sede della parrocchia, con Succiso e Montemiscoso) nonché su Cozzanello (oggi in Comune di Monchio delle Corti). Nel 1844 i Ducati di Parma e di Modena stipularono una Convenzione (entrata in vigore nel 1848) che stabiliva il corso dell’Enza come confine tra i due stati; trovandosi le località citate sulla riva destra furono quindi aggregate al Ducato Estense di Modena e Reggio. Solo il 14 febbraio 1855 il papa Pio IX Mastai Ferretti stabilì, con apposita Bolla, che anche le parrocchie omonime fossero distaccate dalla Diocesi di Parma per passare a quella di Reggio. Nel territorio del Comune di Palanzano furono inglobati anche i centri di Valcieca e Nirone, già “Corti Vescovili” di Monchio (detto, per ciò, “Delle Corti”). Il Presidente della Repubblica Giovanni Leone ha concesso lo stemma araldico al Comune con Decreto del 24 luglio 1973, con la seguente blasonatura: “Di rosso, al cavallo rivoltato, gualdrappato d’azzurro, passante su terrazzo di verde, montato da un cavaliere armato, tenente nella destra la spada e nella sinistra lo scudo, sormontato da tre stelle male ordinate; il tutto d’argento”. Lo stemma comunale è derivato, in tempi recentissimi, da quello della Comunità delle Valli di Cavalieri, pressoché identico (ma con il cavaliere volto alla destra araldica, cioè la sinistra dell’osservatore). Le tre stelle argentee sono tipiche di molte armi gentilizie di famiglie locali; la frase tecnica “male ordinate” significa semplicemente che le figure non sono in linea (in sbarra, in palo, in fascia, in banda cioè “bene ordinate”) e che la centrale è leggermente più alta delle laterali. Vedi anche Ramiseto (RE), Monchio delle Corti (PR), Altopascio (LU). Note di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
”Di rosso al cavallo rivoltato, gualdrappato d’azzurro, passante su terrazzo di verde, montato da un cavaliere armato, tenente nella destra la spada e nella sinistra lo scudo. sormontato da tre stelle male ordinate; il tutto d’argento”
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Colori dello scudo: rosso
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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