Orléans

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Comune di Orléans (45)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

La storica città di Orléans si trova nel Dipartimento del Loiret, nella Regione del Centre, ed è erede dell’antica Cenabum  (o Genabum) città della tribù gallica dei Carnuti (che avevano la loro capitale in Chartes) sorta sulle rive della Loira e che fu conquistata da Giulio Cesare nel 52 a.C.

La città venne ricostruita secondo le regole urbanistiche romane e raggiuse grande floridezza sotto l’impero di Aureliano, che la rifondò dandole il proprio nome Aurelianum, che per semplificazione ed evoluzione fonetica divenne poi Orléans.

Un distaccamento alleato dell’esercito imperiale romano, composto prevalentemente da Vandali e Alani1 guidati dal re Goar venne stanziato, intorno al 409, ad Orléans dal Magister Militum Ezio (Ætius), la convivenza non fu facile con gli autoctoni.

Gli Alani, governati dal successore Sangiban, combatterono al fianco di Ezio contro gli Unni di Attila, che assediò Orléans nel 451.

Nei pressi della città venne combattuta, nel 463 la celebre battaglia “d’Orléans” tra la coalizione romana di Ezio contro i Visigoti di Frédéric (fratello del re Teodorico).

Nel medioevo, la città è una delle tre principali di Francia (con Parigi e Rouen), la cui ricchezza è determinata dal passaggio sulla Loira e dalla vicinanza con Parigi. Nell’epoca merovingia fu anche la capitale di uno dei quattro regni nei quali Clodoveo I (Clovis) frazionò la Francia nel VI secolo.

In epoca capetingia, la città è capoluogo di una Contea, poi di un Ducato2 (il titolo di “Duca d’Orléans” fu concesso dal re nel 1344 a Filippo di Valois), che divenne appannaggio della casa reale dei Valois-Orléans. Fu nella cattedrale di Orléans, feudo dei Capetingi, che ebbe luogo nel 987 la doppia cerimonia di incoronazione di Ugo Capeto e di suo figlio Roberto “il Pio”, per questo motivo Orléans e il suo feudo divennero tradizionalmente appannaggio del figlio cadetto del re di Francia.

La dinastia Valois-Orléans accedette al trono di Francia con Luigi XII e poi con Francesco I. Durante il Rinascimento la città beneficiò del passaggio di ricchi castellani, che andavano lungo la valle della Loira divenuta “alla moda”, a cominciare da re Francesco stesso: i magnifici castelli di Chambord, Amboise, Blois, Chenonceau erano tutti domini reali.

Durante il ducato di Carlo di Valois-Orléans ebbe luogo l’assedio inglese della città, che resistette eroicamente fino alla liberazione grazie all’armata guidata da Giovanna d’Arco l’8 maggio 1429 (che divenne per quell’episodio la “Pucelle d’Orléans”).

Lo stemma attuale della città si blasona: “De gueules, à trois cailloux en cœur de lys d’argent, deux et un, au chef d’azur, chargé de trois fleur de lys d’or

In italiano: “Di rosso, tre pietre in cuore di giglio3 d’argento, al capo d’azzurro, caricato da tre gigli d’oro”.

È l’esito di numerose varianti, usate in passato: “D’or à trois cœurs de gueules” (D’oro, a tre cuori di rosso) senza il “capo di Francia [moderna]”; oppure: “De gueules à trois;fleurs de lys d’argent, au chef d’azur chargé de trois fleurs de lys d’or” (Di rosso, a tre gigli d’argento, al capo d’azzurro caricato di tre gigli d’oro) che forse è la più antica.

Alcuni autori preferiscono denominare il “cuore di giglio” come terzifòglia (tiercefeuille) che indica una rosa a tre petali, uno in alto e due in basso, (che differisce dal trifoglio per la mancanza del gambo), per cui si trova anche il blasone: “De gueules, à trois tiercefeuilles renversées d’argent deux et un, au chef d’azur, chargé de troisfleur de lys d’or” (Di rosso, a tre terzifoglie rivoltate d’argento, due e una, al capo d’azzurro, caricato di tre gigli d’oro).

Durante il Primo Impero napoleonico la città aveva, come tutte le altre in quel periodo, uno stemma differente: “Parti d’azur et de gueules ; l’azur à une statue de Jeanne d’Arc, armée de pied en cap, d’or, soutenue d’une terrasse d’argent ; le gueules à trois tiercefeuilles, deux et une, d’argent ; au chef de gueules chargé de trois abeilles d’or” (Partito d’azzurro e di rosso; il primo alla statua di Giovanna d’Arco, armata da capo a piedi d’oro, sostenuta dalla terrazza d’argento; il secondo a tre terzifoglie, due e una, d’argento; al capo di rosso caricato di tre api d’oro).

La città ha anche un suo motto, concesso da Luigi XII, allorché era ancora Duca d’Orléans: HOC VERNANT LILIA CORDE (“Questi cuori fanno fiorire il giglio”).

Da ricordare che lo stemma “personale” della dinastia degli Orléans era differente, derivato com’era dall’emblema del Regno di Francia, si blasona: d’azur aux trois fleurs de lys d’or, au lambel d’argent” (D’azzurro, atre gigli d’oro, al lambello d’argento4).

 

(1): molte località dell’Orléanais hanno preso nome dagli insediamenti di questi barbari; Allaines, Allainville…

(2): il Ducato d’Orléans era il più vasto di tutti, comprendeva Chartres, Vendôme, Blois, Vierzon, Montargis e Arpajon; i figli del duca portavano il titolo di “Duchi di Chartes”, “Duca di Vendôme” etc… Le eredità della famiglia e i matrimoni permisero ai duchi di accumulare una ricchezza impressionante.

(3): la curiosa denominazione di “cuore di giglio” o “cuore di fiordaliso” (cœur-de-lys) non indica un fiore realistico (con sei petali) ma uno squisitamente grafico e ipotetico, come se fosse la “vista dall’alto” del giglio araldico. È molto probabile che sia l’esito della deformazione progressiva del cuore araldico, molto simile al seme “di cuori” del gioco delle carte. Anche il termine cailloux (pl. di caillot: nel senso di ciottolo, pietra pavimentale) è attualmente omesso.

(4): da non confondere con quello d’Angiò (d’Anjou), pressoché identico ma col lambello di rosso.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“Di rosso, tre pietre in cuore di giglio d’argento, al capo d’azzurro, caricato da tre gigli d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma giglio

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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