Morino

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Comune di Morino (AQ)

Informazioni

  • Codice Catastale: F732
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1531
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il territorio del Comune di Morino si trova al centro della Valle Roveto, ai piedi dei monti Ernici, il capoluogo è situato a 443 metri sul livello del mare, presso il Fosso dello Schioppo.

Il centro antico, documentato come Moreno e risalente all’epoca Romana, quando era probabilmente un piccolo pagus,  si trovava più a monte del paese attuale: fu abbandonato dopo il disastroso terremoto del 1915, per ragioni di sicurezza, e oggi si presenta come un villaggio fantasma. Vi si vedono ancora il campanile della chiesa di Santa Maria Bambina con i suoi ruderi, i resti della chiesa di San Rocco (della quale cui è ancora visibile l’ossario ospitato nella cappella sotterranea), il palazzo Ferrante e il viale che conduce a Porta Cerrito, unico accesso al paese.

Il territorio fu donato nel 1089 dal nobile Ratterio di Antena al monastero di Montecassino. Nel Catalogus Baronum del 1173 Morinum risulta essere uno dei feudi di Ruggero, conte di Albe, mentre in documenti di epoca medievale appare la Villa di Morino, distinta dal capoluogo e che in seguito assumerà il nome di Grancìa, per essere stata una dipendenza agricola della certosa di Trisulti (da “grancia”).

Lo stemma del Comune, come tutti i paesi di Valle Roveto posti alla destra del fiume Liri che furono soggetti agli Orsini prima e ai Colonna successivamente, riporta una colonna dorica in campo azzurro, con decorazioni intorno in guisa di arabeschi. È in uso da tempo e in alcune versioni precedenti a quella in uso si trova la legenda: Universitas Terre Morini, cioè Università (nel senso di “comunità” della Terra di Morino). Lo stemma si trova descritto nel Catasto Onciario del 1743, al n. 3049, oggi nell’Archivio di Stato di Napoli.  Di questo stemma se ne può vedere una versione all’ingresso del paese, murata nella parete esterna di una casa (che forse insiste sul sito delle antiche Taverne di Morino).

Non sembra essere stato formalmente concesso, ma liberamente adottato dal Comune, e si può blasonare: “d’azzurro, alla colonna dorica marmorea al naturale, contornata da fregi arabescati di rosso”.

Con l’avvento al trono di Napoli di Giuseppe Napoleone e poi di Giocacchino Murat il Comune di Morino fu soppresso e unito a quello di Civita d’Antino, posto in posizione più baricentrica, assieme ai territori di S. Vincenzo Valleroveto, Castronovo e Morrea fino al 1816, quando alcuni di essi riottennero l’autonomia; non Morino che continuò a far parte del Comune di Civita d’Antino con Rendinara fino al 1831; quando torna ad essere un Comune autonomo con Rendinara come frazione.


Note di Massimo Ghirardi
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Luigi De Negri

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi De Negri

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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