Morfasso

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Comune di Morfasso (PC)

Informazioni

  • Codice Catastale: F724
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1131
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Morfasso è documentato come Curte de Molfaxi nel 1148 e, probabilmente, deriva il nome dal personale latinizzante Morphus da cui Morphacis, indicante terreni nell’alta Val d’Arda di proprietà di questo oscuro personaggio con quel nome, forse longobardo, in età tardo antica.

Secondo una tradizione locale il toponimo deriverebbe dalla locuzione latina ”moram facere” (‘sostare’) indicante una accampamento militare romano fondato durante la guerra con le popolazioni dei Liguri Velejati.

Successivamente il territorio dipenderà dal monastero del Santissimo Salvatore e San Gallo di Val Tolla, fondata nel VII secolo, centro amministrativo ed economico, che aveva numerosi castelli, edificati alla fine del X secolo per difesa contro le popolazioni barbariche e saracene.

Tra questi castelli è possibile menzionare quelli di Morfasso, di Sperongia (”Spelunca”) e Rocca Casali, concessi all’abate dal re longobardo Berengario I, che ne investì porzioni a sua volta a diverse famiglie feudali.

Morfasso, piccolo borgo che sorse ai piedi dall’abbazia, divenne il centro principale con sede delle magistrature della Val Tolla della quale, nel frattempo, il vescovo di Piacenza ne aveva investito il Comune della stessa città nel 1220.

Soppressa l’abbazia dall’autorità papale nel 1624, il cardinale commendatario Francesco Barberini trasferì tutto l’archivio del monastero, tra cui i diplomi reali e i privilegi papali, a Roma. La decadenza del monastero e del potere del Comune di Piacenza, consentirono agli Sforza di Santa Fiora1 di ipadronirsi del territorio, che manterranno sotto i diversi regimi fino alla soppressione dei feudi

Al termine della II Guerra Mondiale fu il primo comune liberato dai partigiani che si costituì in civica amministrazione.

Lo stemma comunale si blasona: “D’argento, alla fascia d’azzurro carica di una spiga di grano d’oro posta nel senso della fascia, accompagnata sopra da un leone tenente con le branche anteriori e posteriori un ramo di cotogno e sotto da un orso fermo, legato con catena accollata in due giri ad una colonna attraversante sull’orso, il tutto al naturale” .

L’orso incatenato alla colonna e il leone col ramo frutatto cotogno sono le insegne araldiche, rispettivamente, dei Cesarini1 e degli Sforza, collegati nel ramo sforzesco dei Cesarini-Sforza che dominarono Morfasso come feudatari dal 1624 al 1804. La spiga di grano differenzia lo stemma civico da quello gentilizio e allude alle produzioni agricole del territorio.
(1): Con la morte del duca Giuliano III Cesarini senza eredi maschi ed il matrimonio della figlia Livia con Federico Sforza di Santa Fiora nel 1673, il casato ducale dei Cesarini si estinse in quello degli Sforza di Santa Fiora, dando origine alla casa ducale degli Sforza-Cesarini, tutt’ora fiorente in loco.

(2): Lo stemma non ha origini documentate: l’ipotesi più frequente è che la sua iconografia abbia spiegazione nell’omaggio e nel gregarismo dei Cesarini dei Sec. XV e XVI verso la più potente famiglia romana dei Colonna.

Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
AA.VV. STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.
Cafferini (Giuseppe). PIACENZA E LA SUA PROVINCIA. Provincia di Piacenza, 2005.
Romei (Danilo)-Rosini (Patrizia). DOCUMENTI DI CASA CESARINI NEL FONDO CHIESA DEL GESÙ, dell’Archivio Romano Societatis Jesu (ARSI). Roma, 2010.
Romolotti (Giuseppe) a cura di. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972.
Profilo Araldico
“D’argento, alla fascia d’azzurro carica di una spiga di grano d’oro posta in fascia, accompagnata sopra da un leone tenente con le branche anteriori e posteriori un ramo di cotogno e sotto da un orso fermo, legato con catena accollata in due giri ad una colonna attraversante sull’orso, il tutto al naturale”.
D.P.R. 6 ottobre 1953
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: argento
Profilo Araldico
“Drappo partito di azzurro e di bianco…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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