Monteprandone

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Comune di Monteprandone (AP)

Informazioni

  • Codice Catastale: F591
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 12376
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Anche se il primo documento che nomina MONTEPRANDONE risale all’agosto del 1039 (dove tale Guido e Longino donano all’Abbazia di Santa Maria di Farfa “… la nostra terra che abbiamo nel comitato di Fermo, cioè il castello di Monteprandone con la chiesa di S. Nicolò e con le sue pertinenze”), il centro è assai più antico. Secondo la tradizione il nome deriverebbe da “Prando” (o, forse, “Brando”), cavaliere di origine longobarda, che intorno all’800 venne investito da Carlo Magno di questo territorio dove egli riunì le diverse popolazioni sparse nel circondario, dove costruì il castello che prese il suo nome: “MONS PRANDONIS” (o Brandonis”) appunto. Nel XIII secolo il territorio, soggetto all’abate di Farfa, venne investito dalla guerra che oppose Fermo ad Ascoli per il controllo del litorale. Monteprandone si alleò con Ascoli, per liberarsi della tutela abbaziale. L’atto di sottomissione è dell’8 giugno 1292 e prevedeva il dovere dei Monteprandonesi “di eleggere per podestà un cittadino di Ascoli da scegliersi tra una terna di candidati, mentre Ascoli si impegnava a difendere il castello se disturbati dall’abate di Farfa e a mantenerlo secondo i propri statuti” (Wikipedia). Con bolla del 13 maggio 1323, papa Giovanni XXII concedeva in feudo “ai diletti figli ascolani per la fedeltà e i servizi resi e in ritorsione alla ribelle Fermo”, il tratto di spiaggia tra il Tronto e il Ragnola con l’impegno per gli ascolani di costruire un porto presso la rocca di Montecretaccio. Poco dopo il territorio di Montecretaccio (oggi. Porto d’Ascoli) venne aggregato al territorio di Monteprandone, che otteneva il proprio “sbocco al mare”. Nel 1333 venne annesso anche il castello di Monterone, nel 1337 una parte del territorio del castello di Montetinello e del castello Monticello. Nel 1537 vennero stesi i nuovi Statuti, in sostituzione di quelli medioevali scomparsi. Nel 1860 furono confermati dl Regno d’Italia i confini di Monteprandone fino al mare, compreso ovviamente il territorio di Montecretaccio/Porto d’Ascoli. Il 16 luglio 1935, con Decreto Regio di Vittorio Emanuele III, su richiesta dei cittadini della frazione, il territorio di Porto d’Ascoli fu distaccato da quello di Monteprandone e aggregato al Comune di San Benedetto del Tronto. Attualmente il Comune ha un’unica frazione Centobuchi, presso la Via Salaria oggetto di una grande espansione abitativa. Lo stemma di Monteprandone, la cui adozione è da far risalire al XV secolo, mostra i cinque colli riuniti, rappresentanti l’unione dei territori dei castelli Monteprandone, Monterone, Montetinello (o Donello), Monticello e Montecretaccio. La versione posta sulla facciata del bel palazzo municipale mostra il lambello d’oro, mentre le versioni in uso lo mostrano rosso. Nota di Massimo Ghirardi e Alessandro Neri
Profilo Araldico
Scudo sagomato a campo azzurro avente i seguenti elementi araldici: cinque colli o monti sormontati da un giglio di Francia; sovrasta un rastrello a quattro punte orientate verso il basso con gigli di Francia negli spazi.
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini





Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di bianco…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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