Montefranco

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Comune di Montefranco (TR)

Informazioni

  • Codice Catastale: F510
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1326
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Montefranco sorge a 414 metri s.l.m. sul versante destro dell’alta valle del fiume Nera (la Valnerina), alle pendici meridionali del monte Moro, circondato da oliveti e boschi di querce e sugheri. Sviluppatesi intorno al mille intorno al castello di Bufone (di cui oggi rimangono Porta Franca e Porta Spoletina), in una posizione facilmente difendibile a guardia della valle, fu occupato nel 1228 da alcuni fuoriusciti ghibellini arronesi che si posero sotto la protezione di Spoleto liberandosi dalla soggezione ai loro signori feudali. Nel 1258 rinnovò la sua dipendenza da Spoleto in cambio della quale «Intendi Bonavisa priore del popolo spoletino concedeva loro a perpetua e ferma dimora, il luogo e il monte dove il castello era edificato, e perpetua franghigia e libertà sotto la difesa e protezione del comune di Spoleto, che non permetterebbe, che alcuno fra essi fosse molestato dai nobili di Arrone loro padroni, né da alcun altro. E questa deve esser riguardata come la effettiva fondazione di quella università che di qui prese il nome di Montefranco»; fu quindi per questo motivo che la loro terra venne denominata “franca” (nel senso di affrancata, libera). Nel 1264 subì l’occupazione dell’esercito del ghibellino Percivalle Doria venendone però subito liberata dalle truppe spoletine. In seguito, abbandonò la signoria di Spoleto aderendo alla confederazione di castelli guidata dall’Abbazia di San Pietro in Valle, cosa che le permise, nel 1338 e dopo una lunga causa presso la curia del ducato, di ottenere la concessione, al pari di tutti gli aderenti alla confederazione, del mero et mixto imperio ossia dell’esercizio di tutti i poteri politico, amministrativo, fiscale e militare. I castelli ritornarono sotto il dominio spoletino nel 1372 ma nel 1395 Montefranco fu occupata dall’abate di San Pietro in Valle appoggiato da truppe di Terni; nella successiva battaglia l’abate fu costretto a ritirarsi e Spoleto mantenne il suo dominio. Nel 1522 Montefranco, insieme agli altri castelli della Valnerina, si ribellò nuovamente a Spoleto ed in seguito papa Paolo V (1605-1621) lo rese autonomo, mentre papa Urbano VII lo pose nel 1627 alle sue dipendenze, ciò grazie anche alla Strada delle ferriere che collegò il centro alla via consolare Flaminia. Occupato da bande di insorti, nel 1799, ne venne liberato da truppe spoletine. Lo stemma del Comune si può blasonare come: troncato: al 1º d’azzurro alla stella a sei punte d’argento; al 2º d’argento ai tre monti all’italiana di verde, il centrale più alto; sul tutto alla fascia in divisa d’oro. La stella, uno dei simboli più diffusi nell’araldica civica, potrebbe indicare l’autorità superiore e ordinatrice della collettività rappresentata, mentre il fatto che si presenti a sei punte potrebbe richiamare le cinque frazioni del paese (Fontechiaruccia, Montemoro, Monzano, Vaccheria, Varcone) e il capoluogo comunale; talvolta, a questa simbologia “laica”, se ne aggiunge una più ideale: la stella è il “retto pensiero” o “la guida”, nell’araldica italiana spesso è identificata con Venere, o “stella della sera”, a sua volta associata alla Vergine Maria. Il secondo elemento – i tre monti all’italiana di verde – è chiaramente parlante ed è probabilmente il primo segno identificativo utilizzato da Montefranco; si riscontra per la prima volta in un sigillo apposto ad un documento del 14 ottobre 1458; qui appaiono solo i tre monti all’interno di uno scudo gotico circondato da un motivo di rami, l’utilizzo del sigillo con i monti è riportato anche nel 1478 e nel 1538 mentre al 1564 risale uno stemma presente presso Porta Spoletina. La fascia in divisa d’oro (cioè la striscia orizzontale centrale di spessore ridotto rispetto all’1/3 dell’altezza previsto per la fascia “normale”) potrebbe essere un semplice elemento decorativo oppure indicare la Valnerina o il fiume Nera. Nota di Giovanni Giovinazzo Bibliografia: Sandro Ceccaroni, Vessilli, sigilli e stemmi delle comunità medievali dell’Umbria centro-orientale in Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria, vol. LXXX, 1983, pp. 43-88. Achille Sansi, Storia del comune di Spoleto dal secolo XII al XVII seguita da alcune memorie dei tempi posteriori, parte I, Stabilimento di P. Sgariglia, Foligno 1879, p. 88 (p. 3 del capitolo VI disponibile on-line, consultato il 6 marzo 2015). Portale turistico Comune di Montefranco, Arte e cultura. La storia (http://www.turismomontefranco.it/home.php?id=6&ss=1), consultato il 5 marzo 2015. Montefranco in Comuni d’Italia. Umbria, Valle d’Aosta, appendice: Il francescanesimo, IEI, Acquaviva d’Isernia 2000, p. 105.
Profilo Araldico
“Troncato: al 1º d’azzurro alla stella a sei punte d’argento; al 2º d’argento ai tre monti all’italiana di verde, il centrale più alto; sul tutto alla fascia in divisa d’oro”. Blasone nostro
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: argento, azzurro
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Drappo di porpora…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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