Montecchio Emilia

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Città di Montecchio Emilia (RE)

Informazioni

  • Codice Catastale: F463
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 10416
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Sopra un campo d’argento le armi presentano un anello con otto rosette d’oro e una montatura con un diamante tagliato con la punta rivolta verso l’alto. L’anello simboleggia lo storico legame tra Montecchio e la famiglia d’Este. Dentro all’anello stanno due lettere in carattere rinascimentale L e M (1) sormontate da segni di abbreviazione e indicanti LEONELLUS MARCHIO (Leonello Marchese) che concesse queste armi nel 1442. Nel 1453 il duca Borso d’Este concesse gli Statuti a Montecchio, e riconobbe l’anello come simbolo della città L’anello in questa foggia è una delle celebri “imprese” della dinastia estense, chiamate anche “insegne”: si tratta di una serie di simboli che i principi rinascimentali adottavano ad indicare un proposito, un’attitudine, un desiderio o un’opera compiuta (“imprese”, appunto). L’anello in particolare fu adottato da Niccolò III, poi dal figlio Leonello, della casate d’Este dei marchesi (poi duchi) di Ferrara, di Modena e di Reggio. Il diamante rappresenta la rettitudine, la purezza, la costanza, la fortezza e la lealtà; mentre l’anello richiama l’investitura di un potere (sovrano o spirituale). Insieme rappresentano la resistenza contro i nemici (ragione per cui la punta del diamante è rivolta all’esterno). Da ricordare che proprio Cesare d’Este del ramo dei marchesi di Montecchio diverrà duca alla morte di Alfonso II del ramo principale il 29 ottobre 1597 (2). È uno degli stemmi più antichi del Reggiano, riconosciuto poi dal Regno d’Italia con Decreto del Capo del Governo del 1 maggio 1929 e così descritto: “D’argento, all’anello di rosso caricato di otto rose, d’oro, bottonato d’azzurro, con al centro le lettere capitali L ed M sormontate da segni di abbreviazione. L’anello cimato di un cerchio d’oro con palline di rosso, circondante una pietra preziosa triangolare, incastonata nel cerchio d’oro”. (1): solitamente rappresentate in oro, anche se, secondo le norme araldiche, non si potrebbe sovrapporre un metallo (oro/giallo) su un altro metallo (argento/bianco). (2): Alfonso d’Este marchese di Montecchio (1527-1587), figlio illegittimo di Alfonso I e della cortigiana Laura Dianti e per questo detto “l’illustrissimo bastardo” venne creato signore di Montecchio dal padre Alfonso I e ricevette il titolo di Marchese dall’ Imperatore nel 1562. Sposato con Giulia della Rovere d’Urbino, ebbe due figli: Alfonsino (morto a diciassette anni) e Cesare, duca dal 1597, essendo però egli di discendenza illegittima, sarà costretto dal papa a rinunciare a Ferrara (che era feudo di investitura pontificia, ma solo per i discendenti legittimi) e a trasferirsi a Modena che, insieme a Reggio, era feudo imperiale. Note di Massimo Ghirardi Bibliografia: Rimondi Riccardo “ESTENSI”, Cirelli & Zanato, Ferrara 2005 Ferrari Virgilio “L’ARALDICA ESTENSE” Belriguardo, Ferrara 1989
Profilo Araldico
“D’argento, all’anello di rosso caricato di otto rose, d’oro, bottonate d’azzurro, con al centro le lettere capitali L ed M sormontate da segni d’abbreviazione, L’anello cimato di un cerchio d’oro con palline di rosso, circondante una pietra preziosa triangolare, incastonata nel cerchio d’oro. Lo scudo sarà fregiato da ornamenti di Comune”
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Colori dello scudo: argento
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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