Monte San Biagio

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Comune di Monte San Biagio (LT)

Informazioni

  • Codice Catastale: F616
  • Codice Istat:
  • CAP: 4020
  • Numero abitanti: 6188
  • Nome abitanti: montesambiacesi o monticellani
  • Altitudine: 133
  • Superficie: 133
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 52.0
  • Distanza capoluogo: 52.0

Storia dello stemma e del comune

Monte San Biagio è il paese ideale per immergersi nel mondo dei briganti: festeggiati per una settimana piena di convegni curiosi, serate intriganti, cantanti famosi, mostre, mercati, ricche grigliate, balli sfrenati e un sacco di “schioppettate”. È il paese dove molti si chiamano Biagio, in onore del Santo Patrono, festeggiato il 3 febbraio; mentre la domenica successiva, si assaggia la tipica salsiccia monticellana, unica per il particolare processo di lavorazione che la rende molto aromatizzata. La storia del paese è documentata da numerosi ruderi, visibili percorrendo la Via Appia: un mausoleo dedicato all’imperatore Selvio Galba; la Torre del passo di Portella dove i Sanniti furono sconfitti dai Romani, in seguito utilizzata fino al 1870 come dogana di confine del Regno di Napoli; il castello di epoca medievale, edificato sui resti romani. Continuando la passeggiata, all’interno del paese si troverà il ristoranteo la tipica Hostaria. Qui il turista gusterà piatti locali prelibati: la squisita zuppa di fagioli alla santamaria (tipica erba dei pascoli alti), la prelibata zuppa di rane, la profumata pittìa e fasuoli, gli sfiziosi zippi (una pasta acqua e farina, con caciotta e pomodorini d’estate, con il ragù di salsiccia d’inverno), le linguine ai gamberetti di lago, il saporito baccalà con i peperoni secchi, il tenero abbuòt (budelline di agnello da latte alla griglia), il tutto annaffiato da vini locali e come digestivo il limoncello prodotto artigianalmente e ottenuto da succosi limoni biologici. Le origini del paese si fanno risalire all’età medioevale quando, intorno al castello roccaforte prima del Ducato di Gaeta (867-906) e poi di Fondi (934) , al confine con il Latium, ebbero origine varie abitazioni. Il castello è costruito su ruderi romani dei quali, circa un metro di cementizio, si osserva incorporato nella base di esso a pochi metri dal Portone. La prima notizia che noi conosciamo, del castrum Monticelli appare in un atto dell’Archivio Cassinese, stipulato nel 1099 nella rocca di Monticelli, allora abitata da Crescenzo, figlio del defunto Giovanni,console e duca di Fondi. Nell’atto è scritto che Crescenzo, abitante nella fortezza di Monticelli, vende a Docibile Gattula, abitante a Castro Asprano, un appezzamento di terreno per costruire una casa nell’interno di Castro Asprano.Nacque così il castrum Monticelli e più tardi l’Universitas Monticelli la cui storia è legata a quella di Fondi con la quale molto spesso s’intreccia e si confonde. Il feudo di Monticelli nel 1145 passò sotto il dominio della famiglia dell’Aquila ed estinta la discendenza maschile il feudo fu affidato a Giovanna dell’Aquila che sposò Loffredo Caetani. I più noti rappresentanti di questa famiglia furono Onorato I e Onorato II. In seguito passò sotto i Colonna e dai Colonna passò ai Carafa , ai Mansfeld e infine ai Di Sangro. Posta a controllo della più importante via di comunicazione del Regno di Napoli nell’inverno del 1788 subì l’invasione delle truppe francesi che incendiarono e devastarono i due archivi comunali e parrocchiali. Ricordato in modo particolare è il periodo tra il 1860 e il 1870 quando il paese fu vittima del fenomeno del ” BRIGANTAGGIO ” e molti cittadini pagarono con la vita perché si rifiutavano di collaborare e dare loro indicazioni e aiuti. L’ultimo erede che conservò il titolo di principe di Monticelli fu Giuseppe di Sangro, al quale il Comune intentò una causa demaniale al fine di rientrare in possesso della terra comunitativa. Con il 1860 dopo la spedizione di Garibaldi entrò come parte integrante dello stato unitario.Nel 1862 il Prefetto , invitò il Sindaco a cambiare il nome al paese perché Monticelli si confondeva con Monticelli di Rocca Guglielmina (Esperia );fu perciò denominato Monte San Vito. Tuttavia, anche Monte San Vito creava confusione con l’omonimo paese in provincia di Ancona ed il Prefetto ordinò un ulteriore mutamento di denominazione. Il Consiglio Comunale nella seduta del 20 dicembre 1862 decise per Monte San Biagio in onore al Santo Patrono.La delibera fu approvata con Regio Decreto il 18/1/1863.
Profilo Araldico
“Di azzurro, ai tre monti di verde, fondati sulla pianura di argento, il monte centrale più alto e più largo, con i declivi intieramente visibili, cimato dall’aquila di nero, con il volo alzato, allumata e linguata di rosso; i monti laterali, più esigui, uscenti dai fianchi e con i declivi parzialmente celati dal monte centrale. Ornamenti esteriori da Comune”. D.P.R. 28 luglio 2005
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini


Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di bianco con la bordatura di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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