Moniga del Garda

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Comune di Moniga del Garda (BS)

Informazioni

  • Codice Catastale: F373
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2457
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Sul nome del Comune di Moniga ci sono almeno due proposte etimologiche: una lo ritiene derivante dal toponimo germanico-longobardo “Morn” (letteralmente “Mattino”: con il significato di “verso il mattino” cioè ‘esposto a est’), un’altra lo fa risalire alla (non documentata) presenza di un santuario pagano dedicato alla dea “Diana Munichia”. A Moniga è stata (fortunosamente) scoperta la più antica iscrizione nella quale compare la parola “Benacus” (Bènaco: il nome classico del Lago di Garda), su una lapide votiva dedicata alla divinità lacustre Benacus, che proteggeva il lavoro dei pescatori. Nel X secolo venne costruito a monte del villaggio un castello, con funzione di avvistamento e di difesa contro gli attacchi Ungari (il mastio del quale oggi funge da torre campanaria della chiesa parrocchiale) e la cinta muraria che ancora caratterizza la cittadina. L’imperatore Enrico VI nel 1191 concesse il territorio all’abate di Leno, il quale ne infeudò Ugone Poncarali. Fu poi possesso della Serenissima Repubblica di Venezia, della quale ha seguito le vicende (ancora oggi, pur essendo amministrativamente nelle Provincia di Brescia, dipende dalla Diocesi veneta di Verona). Nel XV era già un Comune con propri statuti, aggregato alla “Quadra della Valtenesi della Riviera”, della quale era sede (nella sala baronale del castello si tenevano le assemblee della Comunità). Da quell’epoca probabilmente deriva la figura del leone dello stemma (come per altri della zona appartenenti alla Magnifica Comunità della Riviera) anche se, come ritengono altri, potrebbe essere derivato direttamente dall’insegna dell’abbazia benedettina di Leno, che aveva un leone nel proprio blasone. Nel 1959 il Comune di Moniga richiese la concessione formale dello stemma, precisando che “… nel 1800, per un certo periodo, questo Comune usava lo stemma con il leone…” il quale si volle completare “… per le condizioni di vita attuali, con un grappolo d’uva nera”. In questo modo l’emblema risulta molto simile a quello del vicino Comune di Muscoline (che però è del 1943). Lo stemma è stato concesso con D.P.R. dell’8 ottobre 1959, dove si blasona: “D’azzurro al colle di verde al naturale, nascente dalla punta e sostenente un leone d’argento tenente con le branche anteriori un grappolo di uva nera al naturale, pampinoso di due”. Il grappolo d’uva fa riferimento alla pregiata produzione vinicola locale, soprattutto del “Chiaretto”, promossa dal senatore Pompeo Molmenti “… caratteristico vino locale, per la promozione del quale – unitamente all’ottimo olio d’oliva del Garda – si tengono a Moniga del Garda, significative manifestazioni fieristiche nei mesi di marzo, aprile e luglio” (dal sito istituzionale del Comune) con sede nel palazzo Brunati (dal cognome della famiglia della moglie del senatore, oggi dei Bertanzi). Nota di Massimo Ghirardi Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. Foppoli M., STEMMARIO BRESCIANO. Gli stemmi delle città e dei comuni della provincia di Brescia. Provincia di Brescia/Grafo, Brescia 2011. Bocelli S. (a cura di). LA VITE E IL VINO NELL’ARALDICA CIVICA ITALIANA. Giampiero Pagnini Editore, Firenze 1995.
Profilo Araldico
“D’azzurro al colle di verde al naturale, nascente dalla punta e sostenente un leone d’argento tenente con le branche anteriori un grappolo di uva nera al naturale, pampinoso di due”. D.P.R. 8 ottobre 1959
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo partito di bianco e di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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