Lamotte-Beuvron

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Comune di Lamotte-Beuvron (41)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lamotte-Beuvron è un Comune del Dipartimento del Loir-et-Cher, nella regione del Centre. Il Comune è stato istituito, separando i territori di quello di Vouzon-Lamotte, il 15 febbraio 1790: Lamotte (che fino al XIX secolo si denominava La Mothe-sur-Beuvron) si separò unilateralmente da Vouzon ed elesse il suo primo sindaco (nella persona di Laurent Leroy), fatto riconosciuto ufficialmente il 20 gennaio 1792 dal Conseil Général del Dipartimento.

 

Lo stemma civico, nel primo quarto, presenta la “motte” o “zolla di terra”, termine che (analogamente all’italiano) designa una sorta di piccola collina, un rialzo del terreno naturale o artificiale dove venivano costruiti castelli, torri, chiese… è evidente la funzione “parlante” del simbolo: un chiaro riferimento alla motta di terra sulla quale fu costruito il primo sistema difensivo della signoria di Vouzon, centro allora dominante; alla base una fascia ondata simboleggia il torrente Beuvron, che è anche il determinante toponomastico del Comune.

 

Il secondo campo è, essenzialmente, costituito dalle armi di Guichard, primo Delfino d’Alvernia, Signore di Talligny e di La-Ferté-Chaudron, che nel 1365 sposò Isabelle de Sancerres, vedova di Pierre de Graçais, signore di Isle-de-Cléry, di La-Ferté-Nabert e di Vouzon.

 

Il terzo campo (“controinquartato” significa che è stato ulteriormente inquartato) è costituito con le armi del marchese di Jacques-Henri de Durfort, duca di Duras, storico benefattore del Comune.

 

Infine, il quarto campo è costituito da api volanti, che simboleggiano l’attività laboriosa e i sette Comuni del Cantone di Lamotte-Beuvron. Esso ricorda anche l’imperatore Napoleone III che beneficò largamente il Comune (finanziò la costruzione del Municipio, della chiesa e di altri edifici pubblici) e che acquistò il castello come residenza personale.

 

Lo scudo è completato dalla corona murale di comune, un serto vegetale di quercia e alloro e dal motto MOTTE HIER – MONT DEMAIN (‘Motta ieri, Monte domani’ che, nelle intenzioni, esprime la fiducia degli abitanti per l’avvenire della loro città).

 

Blason: « Écartelé. Au premier d’azur à la motte feodale d’or somme d’une tour d’argent posée sur une champagne d’or chargée d’une fasce ondée d’azur; au second d’or au dauphin d’azur surmonté d’un lambel de gueules ; au troisiéme contre-écartelé : d’argent à la bande d’azur et de gueules au lion d’argent ; au quatriéme d’azur à sept abeilles au vol ouvert d’or, posées 1,2,1,2 et 1 »

In italiano: “Inquartato. Il primo d’azzurro alla motta feudale d’oro cimata da una torre d’argento posta sulla campagna pure d’oro caricata da una fascia ondata d’azzurro; il secondo d’oro al delfino d’azzurro sormontato da un labello di rosso; il terzo: controinquartato: d’argento alla banda d’azzurro e di rosso al leone d’argento; il quarto d’azzurro a sette api al volo spigato d’oro, poste 1,2,1,2,1”.

 

Curiosità: la località è legata alla celebre “tarte Tatin”, uno dei dolci più noti della pasticceria francese. L’hôtel Tatin, di fronte alla stazione ferroviaria, era diventato un luogo di grande reputazione gastronomica negli ultimi anni del XIX secolo, frequentato dalla “bella società” dei numerosi appassionati che venivano nella regione per praticare lo sport della caccia. Le proprietarie, Stéphanie “Fanny” (1838-1917) e Caroline (1847-1911) Tatin inventarono casualmente (si dice) questa particolare torta, che venne celebrata dal noto critico gastronomico Curmonsky, detto « le prince des gastronomes » nel 1926 nel volume La France Gastronomique. L’hôtel delle sorelle Tatin esiste ancora ai nostri giorni.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia:

http://www.lamotte-beuvron.fr/spip.php?article3

Profilo Araldico
“Inquartato. Il primo d’azzurro alla motta feudale d’oro cimata da una torre d’argento posta sulla campagna pure d’oro caricata da una fascia ondata d’azzurro; il secondo d’oro al delfino d’azzurro sormontato da un lambello di rosso; il terzo: controinquartato: d’argento alla banda d’azzurro e di rosso al leone d’argento; il quarto d’azzurro a sette api al volo spiegato d’oro, poste 1,2,1,2,1”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento, azzurro, oro, rosso
Partizioni: inquartato
Oggetti dello stemma ape, campagna, delfino, lambello, leone, motta feudale, torre, volo
Pezze onorevoli dello scudo: banda, fascia
Attributi araldici: caricato, cimato, ondato, posto 1-2-1-2-1, sormontato, spiegato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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