Ivrea

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Città di Ivrea (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: E379
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 24196
  • Nome abitanti: eporediesi
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

I Galli Salassi fondarono quella che, coi Romani, diverrà colonia e chiamata EPOREDIA nell’ XI sec. a.C.. Il toponimo mette in relazione i termini celtici “epo” (cavallo) e “reda” (veicolo a quattro ruote, carro) e dovrebbe identificare un insieme di carri: quella popolazione, secondo il comasco Plinio, erano “Bonos equorum dominatores” e avevano l’abitudine di disporre i carri intorno alle loro città, per meglio difenderle e per averli sempre pronti in caso di necessità, da cui il termine di Eporedias passò a denominare un luogo fortificato con una barriera di carri. Gli “eporedici”, sempre secondo l’autore latino, erano detti coloro che tra i Galli eccellevano nel maneggio dei cavalli. Anteriormente al X secolo è riportato il nome di YPRIA: gli autori di quel periodo forse si riferivano ad una derivazione dal greco (“upo”: sotto, e “oros”: monte) ad indicare la posizione subalpina su un rilievo all’imbocco della Val d’Aosta. In seguito però venne universalmente adottato il nome romanizzato di EPOREDIA, citato tra gli altri anche da Strabone, Tacito, Tolomeo, Antonino e il già ricordato Plinio. Nel 989 Arduino, figlio del conte Dadone di Pombia, divenne Marchese, imponendosi su altri feudatari soprattutto ecclesiastici. La Marca d’Ivrea fu istituita dal Duca longobardo Guido di Spoleto nel 568 con i territori di Pombia, Vercelli, Bulgària, l’Ossolano, la Lomellina e il Piemonte Meridionale (fino al Mare Ligure); ad Arduino però venne affidato un territorio che si limitava ai territori di Ivrea, Vercelli, Lomellina, Bulgària, Pombia e dovette combattere contro il suo antagonista il vescovo Varmondo d’Ivrea, già tesoriere di Ottone I (al quale di deve anche la ricostruzione della cattedrale). Diventato molto potente il marchese Arduino si mise contro i potenti feudatari e lo stesso imperatore, con il sostegno della popolazione. Nel 997 l’imperatrice Adelaide donò la Corte Caresana ai canonici della cattedrale di Vercelli, essendo però soggetta alla Marca d’Ivrea suscitò l’ira di Arduino che assediò e assassinò il vescovo Pietro. Per questo fu scomunicato da Varmondo nel 999 e processato da papa Silvestro II (il celebre papa “mago”: Gerbert d’Aurillac). Costretto ad “abdicare” in favore del figlio Ardicino si alleò con l’imperatore Ottone III per il rientro di quest’ultimo sul trono tedesco. L’appoggio di Ottone però non durò a lungo, anzi questo scese in Italia e assediò Ivrea e assegnò il marchesato a Olderico Manfredi, marchese di Torino. Alla morte di Ottone III però Arduino riuscì a farsi incoronare Re d’Italia a Pavia il 15 febbraio 1002, suscitando però l’ostilità del clero (per la maggior parte feudatari dell’imperatore) e del nuovo imperatore Enrico II che lo destituì. Nel 1013 riprese per breve tempo il potere regio, ma si ritirò presto, stanco e deluso, tra i benedettini dell’abbazia di Fruttuaria (San Benigno Canavese), dove morì nel mese di dicembre del 1015 (oggi la sua tomba è nel castello di Masino). Nel XIII secolo il Comune di Ivrea appoggiò l’imperatore Federico II. IVREA è lo storico capoluogo del Canavese e, dal 1976, centro del Circondario che comprende 76 Comuni. Lo stemma del Comune della città di IVREA presenta uno “scudo d’argento, caricato da una croce di rosso “maggiorata” e timbrato da una corona di Marchese” (evidente allusione al Marchesato d’Ivrea). Note di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“D’argento, caricato da una croce di rosso maggiorata e timbrato da una corona di Marchese” D.P.C.M. 9 agosto 1936.
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Colori dello scudo: argento

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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