Esquibien

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Comune di Esquibien (29)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Esquibien (An Eskevien, in bretone) è oggi una frazione (Commune Déléguée) del Comune di Audierne, nel Dipartimento del Finistère, nella Regione della Bretagna, ma fino al 2015 fu un Comune autonomo (l’annessione è stata ufficialmente sancita il 1 gennaio 2016).

Il villaggio si trova in una zona di antichissimo insediamento come testimoniamo i numerosi dolmen e menhir del neolitico. A lungo una dipendenza della antica ed estesissima parrocchia dell’Armorique (Armorica), nella Diocesi della Cornouaille (Cornovaglia Francese).

La prima chiesa del primitivo villaggio fu dedicata a saint Onneau1, e sorgeva nella località di Cannaëc (o Gannaek), sulle dune sabbiose di Trez Goarem, ma nel XVII secolo venne abbandonata e spostata a causa dell’insabbiamento, in una zona più a nord.

Nel 1248, in ricompensa della sua partecipazione alla Crociata, il re Luigi IX (saint Louis) concesse al signore di Ménez, il territorio che si estendeva dall’estuario del Goyen fino a Loch, abitato da numerosi residenti “paysansmarins” (contadini-marinai) che vivevano alternativamente di pesca e di agricoltura.

Del 1294 sono i primi documenti che riportano “Kaer Hodiern” (contemporaneamente “Audierne” sostituisce l’antico toponimo di “Treff an Goezien” e acquisisce sempre più importanza, fino a diventare una comunità autonoma con la Rivoluzione nel 1793 e ad assorbire Esquibien nel 2016). Nel 1317 compare il nome Esquebyen, che testimonia la presenza di un territorio soggetto all’autorità vescovile (“escop”, in bretone, significa “vescovo”).

Aveva un suo stemma, regolarmente concesso, che si blasona: “d’azur à l’ancre de marine encordée d’or, surmontée d’une mitre du même métal décorée d’un galon de sable bordé d’or en pairle renversé, dont les fanons aussi de sable bordés et doublés aussi d’or délimitent un chef émanché de sinople, ladite mitre accostée de deux mouchetures d’hermine d’or” che si traduce in: “D’azzurro, all’ancora cordata d’oro, sormontata da una mitra dello stesso decorata da un gallone di nero bordato d’oro in forma di pergola rivoltata, con i fanoni pure di nero bordati e doppiati d’oro delimitanti un capo ripieno di verde, la mitra accostata da moscature d’armellino d’oro”.

Lo stemma, fortemente stilizzato, venne adottato con Dichiarazione di registrazione presso la Prefettura del 24 giugno 1992 e mostra un’ancora, indicante il villaggio, poto sotto la protezione del patrono saint Onneau, rappresentato dalla mitra episcopale d’oro e di nero (colore diffuso nell’abbigliamento liturgico bretone), le due “moscature” indicano l’appartenenza alla Bretagna.

Nota di Massimo Ghirardi

1) Santo totalmente sconosciuto, forse da identificare con saint Gueznou (o Woednovius), uno dei primi compagni di saint Pol Aurélien e suo successore sulla cattedra episcopale di Léon.
Profilo Araldico
“D’azzurro, all’ancora cordata d’oro, sormontata da una mitra dello stesso decorata da un gallone di nero bordato d’oro in forma di pergola rivoltata, con i fanoni pure di nero bordati e doppiati d’oro delimitanti un capo ripieno di verde, la mitra accostata da moscature d’armellino d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, verde
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma ancora, mitra, moscatura di armellino
Pezze onorevoli dello scudo: pergola
Attributi araldici: bordato, cordato, doppiato, rivoltato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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