Esanatoglia

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Comune di Esanatoglia (MC)

Informazioni

  • Codice Catastale: D429
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2194
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Centro posto sopra un colle alla confluenza del Fosso Sant’Angelo nell’Esi, ha avuto una storia travagliata. Secondo la leggenda sarebbe erede dell’antica città romana di ÆSA, il cui nome tramanda quello di Esus, il dio gallico della guerra (analogo al latino Marte), dal quale deriverebbe il nome del fiume Esino.

Anticamente, nel 1015, si denominava SANT’ANATOLIA (si trova anche SANTANATOGLIA) ha assunto l’attuale denominazione con il Regio Decreto del 14 settembre 1862 n. 825, ottemperando alla prescrizione di distinguere le località omonime del nuovo Regno d’Italia (un’altra Santanatoglia esiste in Umbria, oggi Santanatoglia di Narco), proprio su istanza del Consiglio Comunale, che volle sottolineare l’ascendenza in Æsa. Il nome quindi è la fusione di ÆSA con quello di sant’Anatolia, uno dei due santi titolari della parrocchia (l’altro è San Martino di Tours).

La città fu feudo dei Malcavalca fino al 1211, anno nel quale subentrarono i nobii Ottoni di Matelica, qundi dal 1214 fu dei Da Varano di Camerino fino al XV secolo. I Da Varano concessero alla città gli Statuti nel 1324.

Nel 1443 fu conquistata dalle armate di Francesco I Sforza, aiutato dai matelicesi che devastarono l’abbazia di Sant’Angelo che fu all’origine dell’insediamenti medievale. Nel 1502 il castello di Sant’Anatolia divenne parte dello Stato della Chiesa.

Lo stemma è riferito alla Santa patrona, la vergine romana Anatolia, che venne trafitta dal carnefice con la spada nel III secolo: il giglio è simbolo della purezza e della verginità, mentre corona e palma simboleggiano il martirio e la vittoria sulla morta terrena. Il “mare”, inoltre, è la rappresentazione simbolica del fiume Esino.

Dalla Cronaca del Martirio di Sant’Anatatolia. “…Era il 9 luglio del 252 e il crudele carnefice entrò nel carcere e trovò Anatolia dritta in piedi a braccia aperte, assorta in orazione. Il boia, tratta la spada dal fodero, gliela piantò nel fianco destro con tanta veemenza che la punta dell’arma passando il corpo da parte a parte, spuntò nel fianco sinistro. E così Anatolia, vergine e martire di Cristo, superate le sventure di questo mondo infelice, giunse in compagnia delle schiere dei martiri e delle vergini alla sempiterna allegrezza e si riunì eternamente nel cielo con quel suo caro sposo, Gesù, insistentemente cercato e calorosamente amato giorno e notte su questa terra”.



Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:
AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.
Persi (Peris), Mangani (Giorgio) a cura di, NOMI DI PAESI. Storia, narrazioni e identità dei luoghi marchigiani attraverso la toponomastica. Il Lavoro Editoriale, Ancona 2005
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Mario Carassai

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: campo di cielo
Profilo Araldico
“Drappo palato di verde, di bianco e di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Fonte: Mario Carassai

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco, rosso, verde
Partizioni del gonfalone: palato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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