Dorno

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Comune di Dorno (PV)

Informazioni

  • Codice Catastale: D348
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 4654
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Dorno è un centro agricolo della Lomellina che dovrebbe coincidere con la “mutatio Duriis” citata nell’Itinerarium Hierosolymitanun, lungo al Via Gallica tra Lumellum (Lomello) e Ticinum (Pavia).

Lo stemma comunale è stato progettato dallo Studio Araldico di Genova, una prima versione realizzata intorno al 1940 non ebbe seguito per via degli eventi bellici, la pratica andò perduta con la distruzione dell’Archivio di Stato di Milano nel 1943.

Con delibera del Consiglio Comunale del 26 febbraio 1954 venne ripreso il progetto, dando incarico allo stesso Studio Araldico di rifare il disegno e di predisporre una scheda storico-iconografica.

Nel dicembre 1953 il sindaco Franco Ferraris poté inoltrare la pratica, ma il direttore dell’Archivio di Stato di Milano, Alfio Rosario Natale, espresse parere negativo con nota del 24 ottobre 1956, giudicando le note storiche insufficienti a motivare l’adozione dello stemma nelle forme proposte. Decisione sancita anche dall’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il 29 dicembre 1956.

Il 20 ottobre 1957 il nuovo sindaco Giovanni Biscaldi fece approntare una nuova ricerca storica a giustificazione degli elementi iconografici scelti che “… si legano alla storia, alle famiglie che ebbero in feudo il comune e agli aspetti allegorici del territorio. Infatti, il sole araldico con i suoi raggi allude certamente alla Lomellina, le due colonne di marmo, alla località, Duas Columnas, che si trova sulla antica strada militare che portava a Torino; infine nei due gigli alle famiglie Dossi e Strada”. La relazione fu accettata dall’Ufficio Araldico che predispose gli atti per la concessione formale da parte del Presidente della Repubblica con Decreto del 3 luglio 1962 dove si blasona:   “Troncato: il primo d’azzurro al sole raggiato, accostato lateralmente da due colonne d’argento; il secondo di rosso porpora1 caricato da tre gigli d’oro disposti 3,1”.

Nello stesso decreto si concesse al Comune anche il gonfalone: “… drappo d’azzurro”.

(1): locuzione inesatta, dovuta forse ad un blasonista poco esperto, che ha originato qualche fraintendimento: “rosso” e “porpora” sono due smalti diversi in Araldica (il secondo corrispondente ad un rosso-violaceo). Ad ogni buon conto attualmente il Comune lo rappresenta in rosso di tonalità scura.

Nota di Massimo Ghirardi e Carletto Genovese

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1977, p. 296.
Genovese C. LA PROVINCIA DI PAVIA. Gli stemmi civici del Pavese, della Lomellina e dell’Oltrepò. Pavia 2012, pp. 200-201.
Profilo Araldico
“Troncato: il primo d’azzurro al sole raggiato, accostato lateralmente da due colonne d’argento; il secondo di rosso porpora caricato da tre gigli d’oro disposti 2, 1. Ornamenti esteriori di Comune”. D.P.R. 3 luglio 1962
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: troncato
Oggetti dello stemma colonna, giglio, sole
Attributi araldici: accostato, caricato, lateralmente, posto 2-1, raggiato
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 03/07/1962

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