Domodossola

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Città di Domodossola (VB)

Informazioni

  • Codice Catastale: D332
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 18475
  • Nome abitanti: domesi
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

È l’antica OSCELA LEPONTIORUM, capoluogo della romana Regione Lepontina (o “Ossola”).

Dopo l’edificazione della primitiva chiesa plebana assunse il nome di DOMUS OXULAE (“chiesa madre dell’Ossola”).

Il Comune di Domodossola attuale è stato costituito con Regio Decreto del 18 Marzo 1861.

L’origine dello stemma della città di Domodossola risulta pochissimo documentato, l’unica opera in merito che siamo riusciti a rintracciare riporta che: «Lo stemma ufficiale della città, depositato presso la Consulta Araldica, è il seguente: Rosso colla croce di argento caricata in cuore e accantonata da cinque stelle dell’uno nell’altro; per sostegni due aquile e al disopra la corona marchionale. Nel palazzo Silva e nella casa confinante di via Palletta si vedono vari stemmi antichi di Domodossola.»1

Dunque gli elementi principali dello stemma sono lo scudo “di rosso alla croce d’argento” e le cinque stelle, d’argento quelle poste nei “cantoni” e di rosso quella posta al centro della croce.

Stemma da Palazzo Silva

La croce bianca (in araldica l’argento sostituisce questo colore così come fa l’oro con il giallo) sul campo di rosso è uno dei più antichi simboli conosciuti ed anche uno dei più diffusi, insieme con il suo complementare “d’argento alla croce di rosso”. Anche se spesso l’utilizzo di questi simboli quali emblemi civici viene fatto risalire alla partecipazione di contingenti cittadini alla prima Crociata ciò è da considerarsi quasi certamente opera di fantasia, tenendo conto che all’epoca della prima Crociata (1095) pochissime furono le città italiane i cui militi parteciparono in misura rilevante alla spedizione, che l’araldica propriamente intesa non era nata e che durante la Crociata non vi è evidenza storica dell’uso di qualunque vessillo crociato. 2 3

Stemma da Litta, Famiglie Celebri d’Italia

In realtà l’utilizzo delle “croci” argento e rossa (e anche quelle di altri colori) sugli stemmi di tante città del nord Italia ha con tutta probabilità origine da quello che nel medioevo era la bandiera da battaglia del sovrano del Sacro Romano Impero e cioè un vessillo rosso con la croce bianca;4 l’esistenza di questa insegna è indubitabile ed è per questo motivo che la maggioranza delle città storicamente filo-imperiali (ghibelline) la portano nel proprio stemma mentre l’emblema complementare identificava di norma le città guelfe (e anti-imperiali). Naturalmente questa regola ha le sue eccezioni, quali ad esempio Genova (imperiale ma portante la croce di San Giorgio “d’argento alla croce di rosso”), Treviso e Vicenza (guelfe ma con emblema la croce di San Giovanni Battista “di rosso alla croce d’argento”)5; tra le eccezioni sembra porsi anche la guelfa Domodossola che spesso subì gli attacchi dei ghibellini abitanti del Vallese e che proprio in contrapposizione all’Impero adottò nel XIV secolo quale insegna un leone6; ma in seguito fu per lungo tempo possesso del vescovo-conte di Novara, ed è forse da questa città (che assunse la croce di San Giovanni nel XV secolo avendo prima usato l’aquila attualmente stemma della provincia) che “ereditò” il proprio stemma.

Le stelle, aggiunte nei cantoni e in “cuore”, servivano e servono con tutta probabilità, come in tanti altri casi (si veda ad esempio Treviso, Oderzo, e, più vicino a Domodossola, Crodo) a distinguere immediatamente lo stemma domese da quelli simili; da notare come la stella centrale, inizialmente rossa in ossequio alla regola araldica di contrasto dei colori sia diventata in seguito d’oro. Inizialmente queste stelle erano a otto punte, cosi appaiono nel Codice Cremosano (presente presso l’Archivio di Stato di Milano), ma col tempo andarono incontro ad una semplificazione, ad esempio nell’opera del Litta le stelle nei cantoni hanno sei punte mentre la stella centrale ne ha ancora otto, lo stemma inoltre differisce da quello attuale in quanto la croce è “scorciata” (simile a quella della bandiera svizzera) e il fondo dello scudo è porpora.7

Sigillo della città

Anche sull’unico antico sigillo della città che conosciamo appare una croce ma, secondo il tratteggio riportato, essa sarebbe “d’azzurro su fondo argento” con due chiavi, con gli ingegni rivolti in alto e verso la croce, nei cantoni superiori e due leoni rampanti, anche essi rivolti verso la croce, nei cantoni inferiori.

Lo stemma è stato riconosciuto con Decreto del Capo del Governo del 4 luglio 1928, nel quale si blasona: di rosso, alla croce d’argento, caricata in cuore di una stella d’oro, cantonata da quattro d’argento.

Il titolo di città è stato conferito il 4 novembre 1951. Pur potendosi fregiare della corona di rango prevista, nella comunicazione ordinaria il Comune usa la corona nobiliare dello stemma di epoca Sabauda.

In esecuzione del Decreto Legislativo n. 277 del 30 aprile 1992, il 23 Maggio 1992 Domodossola è stata aggregata alla nuova provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

Nota di Giovanni Giovinazzo e Massimo Ghirardi

Bibliografia

Eugenio Dupré Theseider, Sugli stemmi delle città comunali italiane in Mondo cittadino e movimenti ereticali nel Medio Evo, Bologna, Pàtron editore, 1978, pp. 103-145

Nino Bazzetta de Vemenia, Storia di Domodossola e dell’Ossola Superiore, Gozzano-Omegna-Domodossola, La Cartografica, 1911

Aldo Ziggiotto (1991), Della bandiera crociata – I, Vexilla Italica, anno XVII-XVIII (n. 1)

Matteo Guidotti (2000), Uno stemma per il VCO, Verbanus, n. 21: pp. 413-416

Note

1 Bazzetta, op. cit., p. 554

2 Ziggioto (I), op. cit., p. 14

3 Dupré Theseider, op. cit., p. 122

4 Dupré Theseider, op. cit., p. 123

5 Dupré Theseider, op. cit., p. 126

6 Luca Giambonino (26 aprile 2004), Breve introduzione all’Insignia Familiarum. Significato politico-ideologico delle scale cromatiche dominanti con considerazioni sulle fazioni pro e anti imperiali (secc. XIII-XVI), Storia del mondo, n. 24

7 Pompeo Litta, Famiglie Celebri d’Italia (fascicolo Savoia), Milano 1819

Profilo Araldico
“Di rosso, alla croce d’argento, caricata in cuore di una stella d’oro, cantonata da quattro d’argento”. D.C.G. 4 luglio 1928.
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Colori dello scudo: argento, rosso
Partizioni: inquartato
Profilo Araldico
“Drappo quadrangolare di un metro per due di panno argenteo, caricato dello stemma civico e della scritta DOMUS OSCELLA in caratteri maiuscoli d’oro, alla bordura di rosso riccamente ornata e rabescata d’oro, orlato e frangiato inferiormente dello stesso” D.P.C.M. 3 giugno 1986 Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 04/11/1951

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