Corridonia

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Città di Corridonia – già Pausula e Montolmo (MC)

Informazioni

  • Codice Catastale: D042
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 15505
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il più antico insediamento del territorio dell’attuale Comune fu probabilmente quello piceno nella località che i latini chiamarono PAUSULÆ, una colonia romana in età Augustea, che sorgeva nei pressi dell’attuale SAN CLAUDIO AL CHIENTI.

La città di PAUSULA, in epoca bizantina, fu sede episcopale e venne saccheggiata e distrutta dai barbari intorno al V-VI secolo. Successivamente ricostruita con migliori difese, prese nome di CASTRUM PAUSULI (letteralmente “castello di Pausula”) intorno al 995.

Verso il 1229 POSSOLE decade e viene pressoché abbandonato, la popolazione si trasferisce sull’altura vicina, a MONS ULMI: antico posto strategico a controllo del passaggio del Chienti, tra il Ducato (longobardo) di Spoleto e i territori Bizantini. Secondo la tradizione i monaci benedettini di S. Croce dell’Ete Morto avrebbero fondato una cappella detta Santa Maria di Castello (intorno al XI secolo), e accanto avrebbero piantato un olmo, che nel tempo divenne monumentale: la località prese quindi nome MONS ULMI, e come tale documentata già nel 1115.

MONT’OLMO fu per un lungo periodo la sede della Curia Generale della Marca e per tre volte (1306 – 1307 – 1317) del Parlamento della Marca stessa. Il sigillo della Comunitas Montis Ulmi, rappresentava nel suo scudo un olmo sopra sei colli sormontato dalle chiavi pontificie.

Papa Pio IX ripristinò l’antico nome di PAUSULA nel 1851 e concesse il titolo di “città” e venne sancito come denominazione del Comune nel 1851 (l’olmo, ormai secco, era stato abbattuto dopo il 21 marzo 1831).

Dal 1 giungo 1931 il Decreto Regio di Vittorio Emanuele III sancisce la richiesta del podestà Oreste Bovini di mutare il nome in CORRIDONIA, a ricordare il concittadino sindacalista e interventista Filippo Corridoni, amico personale di Mussolini morto eroicamente sul Carso a Frasche il 23 ottobre 1915. Si modificò anche l’antico stemma con l’olmo, al quale venne sovrapposta una fenice, risorgente dalle sue ceneri, inizialmente accompagnata da una fiaccola e dal motto “La patria si conquista non si nega”.

Il 18 Ottobre 1973, con Decreto del Presidente della Repubblica, venne riconsociuto a Corridonia il titolo di “Città” già concesso dal Governo Pontificio.

Lo stemma si può blasonare: “Troncato; il primo d’azzurro alla fenice rivoltata nella sua immortalità, d’oro. Il secondo di cielo all’albero d’olmo nodrito sulla vetta di un colle fondato in punta, il tutto al naturale”.



Note di Massimo Ghirardi

Persi-Mangani (a cura di), NOMI DI PAESI. Storia, narrazioni e identità dei luoghi marchigiani attraverso la toponomastica. Il Lavoro Editoriale. Ancona 2005
AA.VV. DIZIONARIO DEI NOMI GEOGRAFICI ITALIANI. TEA. Torino 1990
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro, campo di cielo
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Drappo partito di rosso e di verde…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Anna Bertola

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso, verde
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 18/10/1973

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