Conzano

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Comune di Conzano (AL)

Informazioni

  • Codice Catastale: C977
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1009
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il sito del capoluogo del Comune di Conzano è abitato da tempi preistorici, il toponimo deriva dal latino Jactum, come era identificato il torrente Grana.

Nel III secolo è attestato come Condianus, da una proprietà fondiaria di tale Condius o Contius, il villaggio si sviluppò intorno al V secolo, venne distrutto dalle scorrerie di Longobardi, Goti e Saraceni e ricostruito sulla collina nel X secolo.

L’imperatore Ottone I lo cede in feudo ai Signori di Cuccaro,

Nel XII secolo il territorio era compreso nel marchesato del Monferrato, ma venne conteso dai Ghilini di Alessandria, l’insicurezza spinse i marchesi a fortificare il borgo, una delle torri della cinta muraria è ancora esistente, in seguito adattata a torre civica (o torre dell’Orologio).

Nel XVI il marchesato passerà ai Gonzaga di Mantova, ai quali resterà fino al XVIII secolo, quando vennero deposti e tutto il Monferrato concesso ai Savoia nel 1709.

Le condizioni miserevoli della popolazione spinsero all’emigrazione dei paesani, soprattutto in Australia. Molti contadini del Monferrato si spostarono nel nord del Queensland, dove c’era forte richiesta di manodopera nelle piantagioni di canna da zucchero, un lavoro agricolo affine alla sistemazione dei vigneti alessandrini. Per questa regione il Comune è gemellato con la città australiana di Ingham, mentre in paese è stata ridenominata “Piazza Australia” l’antica Piazza d’Armi.

Lo stemma è stato concesso con DPR del 28 ottobre 1982, con il blasone: “Troncato: il PRIMO d’oro all’aquila di nero coronata dello stesso; il SECONDO d’argento ad una vite fruttata al naturale. Sotto lo scudo, su una lista d’argento svolazzante con le estremità bifide, la leggenda in caratteri maiuscoli romani di nero, “VINCET AMOR PATRIAE

Il gonfalone è un “Drappo troncato di bianco e di giallo…”.

La vite richiama la tradizione vinicola locale, molto antica e sviluppata dai benedettini dopo che ebbero in dono dal marchese Oberto del Monferrato le terre per la fondazione di un priorato Cluniacense nell’XI secolo.

Il motto ricorda il contributo degli abitanti nella lotta di Liberazione e riecheggia il verso “Vinceranno l’amore per la patria e il grandissimo desiderio di lodi” tratto dal I volume dell’Eneide di Virgilio (“Vincet amor patriae laudumque immensa cupido”).



Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Troncato: il primo d’oro all’aquila di nero coronata dello stesso; il secondo d’argento ad una vite fruttata al naturale. Sotto lo scudo, su una lista d’argento svolazzante con le estremità bifide, la leggenda in caratteri maiuscoli romani di nero, “VINCET AMOR PATRIAE””.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Anna Bertola

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: argento, oro
Partizioni: troncato
Oggetti dello stemma aquila, vite
Attributi araldici: coronato, fruttato
Profilo Araldico
“Drappo troncato di giallo e di bianco…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, giallo
Partizioni del gonfalone: troncato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 28/10/1982

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