Cles

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Comune di Cles (TN)

Informazioni

  • Codice Catastale: C794
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 6781
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Centro principale della Val di Non (coronimo derivato dalla tribù gallica degli Anauni, antichi abitanti della zona) CLES fu un centro di una certa importanza nel periodo Romano e ancor di più sotto la dominazione Longobarda: intorno all’XI secolo infatti fu sede di una “Gastaldia”, una suddivisione territoriale con funzione amministrativa e giudiziaria sottoposta ad un Gastaldo, con giurisdizione sulla Val di Non e su quella del Noce. Tra il XIII e il XIV secolo fu nell’area di influenza dei conti di Tirolo, già braccio secolare dei Vescovi Tridentini (formalmente dal 1004 al 1803 il territorio era soggetto ai Principi-Vescovi di Trento), i quali nominavano un Capitano che risiedeva a Cles. Del 1454 è il primo Statuto, noto come “Carta di Regola”, che organizzava l’amministrazione e dal quale si sviluppò in seguito il Comune. Il Comune di CLES presenta uno stemma composto da uno scudo “partito d’argento e di rosso, alla cappella aperta, sormontata da un campanile a vela, passante dell’uno all’altro” concesso da re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto del 9 gennaio 1939. Allude all’origine del toponimo: dal latino “ecclesiæ” (chiesa), anche se alcuni autori propendono per una derivazione dal nome della tribù preromana dei Clavassi (che avrebbero dato il nome anche al torrente Chiese, in antico Clesus). Nel 1144 è riportato nei documenti come CLESIO, nel 1163 CLEISE, nel 1205 CLEISSO, e ancora CLEXO nel 1242. È culla della famiglia dei Da Cles, il cui rappresentante più eminente fu il giurista Bernardo Da Cles (detto Clesio, 1485-1534, cardinale dal 1530 ), principe vescovo di Trento e protagonista durante il Concilio ecumenico che si tenne nelle sua città dal 1545 al 1563 e da quella prende nome. Fu egli a far ricostruire il castello di Cles che ancora si può vedere. I Cles, o Clesio come sono più sovente citati, portavano uno scudo partito d’oro e di rosso, con ognuno dei campi caricato di un leone dell’un colore nell’altro; è possibile che la partizione argento e rosso dello stemma comunale voglia richiamare (variandolo) quell’arma (attraverso una delle più comuni “brisure” araldiche: variando i colori dei campi dello scudo). Note di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Partito d’argento e di rosso alla chiesa attraversante dell’uno nell’altro”
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Colori dello scudo: argento, rosso
Partizioni: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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