Chiusa di San Michele

Home » Comuni » Chiusa di San Michele

Comune di Chiusa di San Michele (TO)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: C655
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1687
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune della Chiusa di S. Michele prende nome dall’esser stata soggetta all’Abbazia omonima ed è collocato sulla sponda destra della Dora Riparia in una stretta della Val di Susa, tra il monte Caprasio e il monte Pirchiriano (già “Porcariano”: denominazione che testimoniano l’allevamento fin da epoca remota di capre e porci). La “Chiusa” è un luogo celebre della storia d’Italia, punto più stretto della Val di Susa che fu caratterizzato da robuste fortificazioni a sbarramento della valle, note durante il VI secolo come “Clusae Longobardorum” quando segnavano il confine tra il regno dei Franchi e quello dei Longobardi. Di queste muraglie esistono in loco ancora i resti. La posizione strategica ne ha fatto scenario per numerose battaglie: la più celebre delle quali fu quella che vide la vittoria del re franco Carlo Magno sul re longobardo Desiderio nel 773. Per un maggiore controllo della via per la Francia, nel 987 sul monte Pirchiriano venne promossa la fondazione dell’abbazia benedettina di San Michele della Chiusa, oggi meglio nota come Sacra di San Michele (e assurta nel tempo a simbolo del Piemonte), alla quale venne assegnato un esteso territorio (ben oltre i confini della Val di Susa) e che comprendeva ovviamente il territorio ai piedi del monte che coincide con l’attuale circoscrizione del Comune di Chiusa. Lo stemma dell’Abbazia è all’origine di quello del Comune, si tratta essenzialmente di uno stemma “parlante, giacché presenta una cortina di muro (il cui significato è rafforzato dal portale “chiuso”) in riferimento alle fortificazioni storiche della “Chiusa”; sulla quale è posta una stella d’oro, che indica il cielo e la posizione elevata del monastero (posto in posizione scenografica al culmine del monte e che ha ispirato numerosi scrittori: Massimo D’Azeglio ne fece anche una serie di “vedute” e Umberto Eco vi si ispirò per immaginare l’edificio della “biblioteca” del suo romanzo di ambientazione medioevale “Il Nome della Rosa”). Nota di Massimo Ghirardi Si ringrazia Maria Grazia Bandini per la gentile collaborazione
Profilo Araldico
“Spaccato d’azzurro e di verde, recante un muro guelfo al naturale, aperto da un portale, accompagnato in capo da una stella d’oro”.

Scudo contornante la seguente raffigurazione: muro di cinta a blocchi di pietra in colore ocra con merlature, interrotto nella parte centrale da un bastione merlato sporgente in altezza e prospetto, e portale ad arco di colore marrone sovrastato da una stella a sei punte di colore giallo dorato in campo azzurro e nella parte inferiore un campo di colore verde prato con al centro riflessi di colore giallo decrescenti. All’esterno dello scudo raffigurati in fregio dal basso verso l’alto: a destra un ramo di quercia con ghiande e a sinistra un ramo di alloro con bacche rosse incrociati nella parte inferiore e annodati con un nastro di colore rosso. Dallo statuto comunale
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro, verde
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su