Chiaravalle

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Comune di Chiaravalle (AN)

Informazioni

  • Codice Catastale: C615
  • Codice Istat:
  • CAP: 60033
  • Numero abitanti: 15036
  • Nome abitanti: chiaravallesi
  • Altitudine: 22
  • Superficie: 22
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 20.5
  • Distanza capoluogo: 20.5

Storia dello stemma e del comune

Il toponimo deriva dal nome dei monaci di “Clairvaux” che fondarono l’abbazia cistercense nel 1126. I comuni confinanti sono: Camerata Picena, Falconara Marittima, Jesi, Monte San Vito, Montemarciano. Festa Patronale: San Bernardo (20 agosto). Gemellaggi: Tabuaco (Portogallo). Lo stemma dell’odierno Comune di Chiaravalle riprende, pur con evidenti variazioni, quello dell’antica abbazia cistercense di Santa Maria di Chiaravalle della Castagnola. Il 4 gennaio 1147 un gruppo di monaci provenienti dall�abbazia piemontese di Lucedio (una fondazione a sua volta dipendente dall’abbazia francese di La Ferte’) si insediarono presso la chiesetta di Santa Maria, a pochi chilometri dal mare Adriatico in un terreno malsano e acquitrinoso nella valle dell’Esino, e fondarono un monastero che denominarono CLARAVALLE, detta DI CASTAGNOLA, ispirandosi alla celebre abbazia dell’ordine a Clairvaux (della quale fu abate il San Bernardo detto, appunto, di Chiaravalle). Le opere di bonifica dei monaci resero accogliente il luogo che richiamo’ numerosi coloni che cominciarono a costruire quella che divenne una piccola cittadina. Nel XIII secolo fu costruita l’imponente chiesa abbaziale, coeva delle abbazie di Fossanova e Casamari (sempre dell’ordine Cistercense) che inglobo’ la piccola chiesetta preesistente facendola diventare uno dei bracci del transetto, che risulto’ quindi asimmetrico. Nei primi del 1500 i monaci entrarono in contrasto con l’abate commendatario (cioe’ un prelato, o laico, che aveva titolo di abate ma che non risiedeva nell’abbazia, limitandosi ad incamerarne le rendite) e furono allontanati da CHIARAVALLE. Si trasferirono in Francia, presso la casa-madre generale di Citeaux (in latino Cistercium, dal quale deriva il nome dell�ordine). Da Castel d’Emilio arrivarono i Francescani per curare la parrocchia. Nel 1564 un altro abate commendatario, Marco Sittico Altemps, richiamo’ i Cistercensi, i quali introdussero la coltivazione del tabacco nel 1722, che tra alterne vicende, diverra’ un’importante manifattura dello Stato che ebbe sede nel monastero fino al XX secolo, ben oltre il secondo (e definitivo) allontanamento dei monaci. Nell’attuale stemma del Comune si evidenziano: un castagno fruttifero posto in una valle tra montagne “rischiarata” dal sole, evidente allusione al toponimo; superiormente in capo e’ inserito uno scudetto con lo stemma antico del Ducato di Borgogna, richiamo all’abbazia di Citeaux. Quell’abbazia, il cui nome latino era Cistercium, aveva infatti adottato quale emblema le armi antiche di Borgogna (bandato d’oro e d’azzurro, alla bordura di rosso) caricate su uno scudo piu’ grande con quelle antiche di Francia (d’azzurro seminato di fleurs de lys d’oro): omaggio dei monaci al re di Francia e al duca di Borgogna che avevano loro concesso il terreno per l’insediamento. Ancora oggi l’Ordine Cistercense porta come emblema questo scudo, timbrato da una mitra abbaziale e accollato a due pastorali in decusse (posti cioeì in croce di sant’Andrea). Note di Massimo Ghirardi Si ringrazia Stefano Sampaolo per la gentile collaborazione.
Profilo Araldico
“D’azzurro, alla riviera posta in fascia in una valle, con castagno sorgente nel cantone destro della campagna, illuminata dal sole posto nel cantone sinistro del capo, il tutto al naturale con uno scudo bordato di rosso a sei bande d’azzurro e d’oro in capo.” D.C.G. 4 febbraio 1933
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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