Castelmassa

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Comune di Castelmassa (RO)

Informazioni

  • Codice Catastale: C207
  • Codice Istat:
  • CAP: 45035
  • Numero abitanti: 4378
  • Nome abitanti: massesi
  • Altitudine: 12
  • Superficie: 12
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 53.1
  • Distanza capoluogo: 53.1

Storia dello stemma e del comune

Il territorio dell’attuale circoscrizione amministrativa di CASTELMASSA era abitato già in epoca pre-istorica, con la dominazione romana venne istituita una MANSIO (luogo di sosta lungo una via importante, in questo caso all’incrocio tra la Via Hatriense e la Via Altinate) o, secondo altri, i longobardi crearono un MASUS (insieme di poderi) due delle teorie possibili per l’origine del nome. Nel Medioevo divenne SANTA MARIA IN BASILICA nel X secolo: un documento del 938 riporta come la località venisse donata al vescovo di Adria, ma nel 1017 risulta possedimento dell’abbazia di Nonantola, la contessa Matilde di Toscana (meglio nota come “di Canossa”) la donò all’abbazia benedettina di Polirone (fondata da suo padre, oggi S. Benedetto Po) nel 1112. Successivamente divenne MASSA DELLE DUE BASILICHE (in relazione al fatto che la zona aveva due chiese battesimali) ma riprese il nome antico in MASSA SUPERIORE: il toponimo riflette il fatto che il nucleo del paese sorge su quello che era un tempo un isolotto naturale alto sul livello medio della pianura (all’epoca acquitrinosa e malsana) tra il corso del Po, del Tartaro e dell’Adige. I documenti di epoca matildica parlano di “castro quod dicitur Massa” (1115) in riferimento al fatto che nella località sorgeva una fortificazione per esigenze difensive e di controllo del traffico fluviale tra i territori ferraresi, mantovani e veronesi. Intorno al castello si formò una comunità che, col tempo, assunse la fisionomia di un Comune Rurale, governato da un Consiglio di Savi, che venne assoggettato al vescovo di Ferrara nel XIII secolo, andando a formare (assieme ai territori circonvicini, tra Melara e Canaro) la cosiddetta “Transpadana Ferrarese” assegnata in feudo ai nobili D’Este. Nel 1025 MASSA SUPERIORE è la fortificazione più avanzata della zona verso Verona e Milano. A seguito di ampliamenti e fortificazioni aggiuntive il fortilizio assunse l’aspetto di un vero e proprio castello, che sorgeva tra gli attuali centri di MASSA e Castelnuovo Bariano (del quale è anche all’origine del nome), al quale era collegato un traghetto per l’attraversamento del fiume Po verso Sermide, sull’altra sponda (in territorio mantovano). Con il passaggio del Ducato di Ferrara alla Chiesa nel 1598, il territorio di Massa viene governato dal Legato Pontificio di Ferrara, pur restando appannaggio del marchese ferrarese Enzo Bentivoglio, che nel 1609 (analogamente a quanto fatto dal suo congiunto Cornelio Bentivoglio di Gualtieri) diede avvio a grandi opere di bonifica che terminarono nel 1618. Nel 1796 i Francesi presero possesso dei territori del Ducato di Ferrara, i territori della striscia traspadana furono inglobati nella Repubblica Cisalpina, Dipartimento del Basso Po (con Fiesso, Trecenta, Ficarolo e Massa Superiore). Col Congresso di Vienna del 1814-15 si stabilì che il confine tra il Regno Lombardo-Veneto e lo Stato Pontificio fosse il fiume Po, linea naturale di confine. Dopo secoli le località della riva sinistra cessarono l’appartenenza all’area (anche culturale) ferrarese. La nuova Provincia del Polesine fu divisa in sette Distretti: quello di Massa Superiore comprendeva: San Pietro in Valle, Castelnovo Bariano, Bergantino, Melara, Calto. Nel 1848, anche con l’intento di dividere le popolazioni che mal sopportavano il dominio austriaco, Castelnuovo Bariano e San Pietro in Valle vennero eretti in Comuni autonomi. Nello stesso periodo (e per impedire che divenisse un luogo di difesa anti-asburgica) venne demolito l’antico castello. Dopo il 1866, con la III Guerra d’Indipendenza, Massa Superiore entrò a far parte del Nuovo Regno d’Italia. La nuova amministrazione si impegnò da subito in imponenti lavori di bonifica, di miglioramento della viabilità e di lotta all’analfabetismo, il Comune acquistò l’antico Palazzo Conti per adibirlo a sede municipale. Con Decreto Regio del 14 giugno 1928 il Comune di Massa Superiore fu nuovamente unito a quello di Castelnovo Bariano: istituendo anche l’unione dei due toponimi precedenti in quello nuovo di CASTELMASSA. Castelnovo Bariano venne nuovamente separato con Decreto del 1 gennaio 1947 ma il Comune di Castelmassa mantenne il toponimo stabilito nel 1928. Lo stemma del Comune è di facile interpretazione: il castello del campo si riferisce al toponimo e all’antico castello estense (Castelnuovo Bariano, dovendo scegliere un proprio stemma nel 1947, non si discosterà molto da questo modello), soggetto alla raffigurazione di un’ancora, riferimento all’antico ruolo di punto di attraversamento del Po (il traghetto venne sostituito nel XIX con un ponte di barche e, attualmente, con un solido ponte in muratura) e di porto commerciale lungo il fiume. In tempi recenti lo stemma ha abbandonato la vecchia forma “aulica” per adottare uno scudo sannitico, della Regolamentazioni in uso. [vedi anche Castelnuovo Bariano]   Nota di Massimo Ghirardi Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione
Profilo Araldico
Del. Podestà n. 65 del 4 maggio 1929
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: argento, azzurro
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Drappo troncato di azzurro e di bianco…” D.P.C.M. del 31 maggio 1971
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 13/04/1930

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 31/05/1971

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