Capaccio-Paestum

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Comune di Capaccio-Paestum (SA)

Informazioni

  • Codice Catastale: B644
  • Codice Istat:
  • CAP: 84047
  • Numero abitanti: 22300
  • Nome abitanti: capaccesi
  • Altitudine: 419
  • Superficie: 419
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 47.9
  • Distanza capoluogo: 47.9

Storia dello stemma e del comune

Capaccio-Paestum è un “comune sparso” con capoluogo nella frazione di Capaccio Marittima, sede del Municipio. Con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del 3 dicembre 2013, il comune ha ottenuto il titolo di città. Il toponimo deriva probabilmente dal nome personale latino Capatius, mentre il toponimo Paestum è stato aggiunto al nome ufficiale del comune nel 2001, in ricordo dell’antica città ora Patrimonio UNESCO, contestualmente la frazione di Capaccio Scalo ha assunto il nome di Capaccio Marittimo. Ma ufficializzato con un referendum del 15 giugno 2014 in cui la maggioranza si è espressa per il cambiamento del nome mentre solamente il 31 maggio 2016 il Consiglio regionale della Campania ha approvato il cambio di denominazione. La cittadina di Capaccio, nel cui territorio ricade la località di Paestum, possiede un patrimonio ambientale di notevole valore, che va dalla grande spiaggia sabbiosa ai pittoreschi scorci delle colline interne, lungo il corso del fiume Sele fino al suo intersecarsi con il fiume Calore, ma il sito è più noto al modo intero per il notevole e imponente complesso archeologico, risalente alla Magna Grecia, la cui espressione più nota è la sagoma inconfondibile dei notissimi templi ellenistici. L’intero territorio ha vissuto tutta la storia del Meridione d’Italia, sin dai primi insediamenti greci, e poi, lungo i secoli, la conquista Lucana, quindi quella Romana, le incursioni barbariche, quelle saracene, che fecero costruire quella catena ininterrotta di torri di avvistamento che ancora oggi vediamo a coronamento di tutta la costa campana. Innumerevoli testimonianze di tutti questi periodi vengono messi in luce dalle campagne di scavi che continuamente proseguono per ridarci preziosissime informazioni sulla vita e sulle opere dei nostri avi. Gli oggetti e le opere d’arte rinvenute in queste campagne archeologiche sono raccolte nel locale Museo. In questa terra fertile ed irrigua non poteva non consolidarsi una tenace civiltà contadina che, oggi, ci fornisce ortaggi, frutta, verdura, formaggi e salumi e quel famoso formaggio fresco a pasta filata, orgoglio della tradizione campana, conosciuto dovunque con il nome di mozzarella. Una visita a Paestum non può dirsi compiuta, se, oltre agli immortali templi, non si visita un allevamento di bufale, e si assiste alla preparazione giornaliera, nelle prime ore mattutine, delle mozzarelle, con la pasta fresca e fumante del formaggio appena cagliato lavorato nelle enormi tine di legno. Anche se meno note della regina dei formaggi, non hanno caratteristiche inferiori né la ricotta e tanto meno le provole di bufala. Una passeggiata sui monti Alburni che fanno da corona alla Piana di Paestum vi rimetteranno immediatamente in forma, aiutandovi a smaltire il pranzo abbondante che inevitabilmente avrete consumato, avendo sulla tavola i tanti prodotti unici che solo la tradizione e la Dieta Meridionale possono proporre. Capaccio aveva provveduto nel 2008 (deliberazione del Consiglio Comunale n. 70 del 30 luglio) al ridisegno del proprio stemma, che si blasonava: Di argento, al castello triturrito [nella delib. riportato erroneamente come “triturrico”] di rosso, murato e chiuso di nero, ciascuna torre finestrata di uno di nero, merlata di quattro alla ghibellina, quella centrale più elevata, posto a sinistra accompagnato a destra da cinque canne lacustri di verde degradanti in scaglione; il tutto fondato sulla campagna di azzurro, caricata di due fasce ondate di oro; di quello precedente rimanevano alcuni elementi: le tre torri che prima apparivano separate, e che rappresentano i centri dell’antica Contea: Albanella, Capaccio Vecchio e Li Casali di S. Pietro, venivano riunite in un unico castello rosso, simbolo dell’unione indissolubile delle popolazioni; rimaneva la campagna azzurra attraversata da linee sinuose d’oro, simbolo dei fiumi Sele e Calore nonché di fertilità e della presenza delle belle spiagge sabbiose, accompagnate dalle erbe palustri (al posto dei precedenti covoni d’oro) ma sparivano la stella e il crescente di luna. L’emblema civico veniva però sostituito nuovamente con delib. n. 60 del 20 giugno 2013 nella quale « … Rilevato … che tale emblema (quello con il castello di rosso) non corrisponde alla descrizione contenuta nell’art. 4 del vigente Statuto Comunale» la descrizione è stata modifica come: «Emblema del comune di Capaccio è lo stemma riconosciuto, in cui campeggiano tre torri che rappresentano da sinistra verso destra, i centri urbani della contea, ovvero Albanella, Capaccio Vecchio e Li Casali S. Pietro, illuminati a destra da una stella sovrastata dalla luna calante. Esse torri sormontano tre alture che sovrastano i campi arati della piana, resi fertilissimi dalle acque, come testimoniano i covoni posti sulla destra»; il nuovo “segno”, anche se posto su uno scudo e sovrastato da corona da comune, si presenta però come più simile ad un moderno logo che ad emblema araldico. Sul gonfalone – un drappo di azzurro – continua però a sussistere lo stemma con il castello rosso. Notizie a cura di Antonio Ferrara, Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo   Bibliografia Deliberazione del Consiglio Comunale n. 70 del 30 luglio 2008 (Regolamento per la rappresentanza del Comune col Gonfalone Civico, lo stemma e la fascia tricolore), «Comune di Capaccio Paestum», consultato il 1º marzo 2018 Deliberazione del Consiglio Comunale n. 60 del 20 giugno 2013 (Regolamento per la rappresentanza del Comune col Gonfalone Civico, lo stemma e la fascia tricolore – Integrazioni e modifiche), «Comune di Capaccio Paestum», consultato il 1º marzo 2018 A. Corinaldesi, Il Comune di Capaccio diventa “città”, «il Quotidiano di Salerno», consultato il 2 marzo 2018
Profilo Araldico
“Di argento, al castello triturrito di rosso, murato e chiuso di nero, ciascuna torre finestrata di uno di nero, merlata di quattro alla ghibellina, quella centrale più elevata, posto a sinistra accompagnato a destra da cinque canne lacustri di verde degradanti in scaglione; il tutto fondato sulla campagna di azzurro, caricata di due fasce ondate di oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: argento, azzurro, oro
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) – 03/12/2013
    A firma del Presidente Giorgio Napolitano

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