Brindisi

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Città di Brindisi (BR)

Informazioni

  • Codice Catastale: B180
  • Codice Istat:
  • CAP: 72100
  • Numero abitanti: 89780
  • Nome abitanti: brindisini
  • Altitudine: 15
  • Superficie: 15
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Importantissima città di commerci e di scambi con l’Oriente, fu un approdo già in epoca messapica, e la forma curiosa delle insenatura che rassomigliano ad una testa di cervo, determinarono il nome, BRENDON da “brunda” o “brendon” che significa appunto “testa di cervo”; da cui il nome latino della città, BRINDISIUM; che venne collegata a Roma attraverso il prolungamento della Via Appia e dalla via Traiana. Il porto divenne il più importante per i commerci con la Grecia e il Mediterraneo Orientale.

Con l’apertura del Canale di Suez, nel 1870, la città fu scalo di partenza della celebre “Valigia delle Indie” la principale linea di comunicazione tra l’Europa e le Indie Orientali.

Dopo la caduta di Mussolini, dal settembre 1943 all’aprile 1944 fu tecnicamente capitale del Regno e sede del Governo Italiano, presieduto dal Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio.

A lungo soggetta a Lecce, che era capoluogo della Terra d’Otranto, solo nel 1927 ottenne il rango di capoluogo di Provincia.

Lo stemma della città di Brindisi può essere considerato “parlante”, perché si ritiene tradizionalmente che il nome derivi dal messapico “brention” che, letteralmente, significa: “testa di cervo” e che starebbe a designare la forma della rada, costituita da un promontorio tra due bracci di mare.

Ad esso sono associate le colonne, vero simbolo della città e tutt’ora presenti in Piazza Colonne Romane (1), che segnavano il termine della Via Appia (“Regina Viarum”) costruita nel II sec. a.C. che collegava la Colonia di BRUNDISIUM a Roma.

Dallo scudo, in una forma che si dice tecnicamente “perale”, pende la “croce di guerra” riconosciuta alla città per l’eroismo della locale marina durante i conflitti e per il feroce bombardamento subito durante la Prima Guerra Mondiale.

(1): in realtà ne sussiste interamente solo una, la seconda, della quale rimane solo l’alto basamento e uno dei rocchi di marmo che la componevano, cadde rovinosamente nel 1528 e venne donata a Lecce (antico capoluogo della Provincia di Terra d’Otranto alla quale apparteneva anche Brindisi) per farne la colonna votiva con la statua di Sant’Oronzo che sorge nella piazza omonima.



Nota di Massimo Ghirardi
Si ringraziano Donatella Fasano e Alessandro Neri per la collaborazione.
Profilo Araldico
“Di rosso al massacro di cervo d’oro; ramifero d’argento sormontato da due colonne dello stesso, con basi, capitelli e corona all’antica d’oro. Lo scudo è sormontato dalla corona di città, fregiato dalle insegne della croce di guerra, araldicamente disposte”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: rosso
Oggetti dello stemma base, capitello, colonna, corona all'antica, massacro di cervo
Attributi araldici: ramifero, sormontato
Profilo Araldico
“Drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e coronato dallo stemma del Comune con l’iscrizione centrata in argento “Comune di Brindisi”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Regio Decreto (RD) di concessione – 02/08/1929

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 10/08/1924

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