Bressanone

Home » Comuni » Bressanone

Città di Bressanone – Brixen (BZ)

Informazioni

  • Codice Catastale: B160
  • Codice Istat:
  • CAP: 39042
  • Numero abitanti: 20689
  • Nome abitanti: brissinesi
  • Altitudine: 559
  • Superficie: 559
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 40.7
  • Distanza capoluogo: 40.7

Storia dello stemma e del comune

La città di Bressanone/Brixen è stata fondata in una ampia e fertile conca naturale alla confluenza della Rienza/Rienz con l’Isarco/Eisack. L’attuale circoscrizione amministrativa del Comune comprende i territori dei soppressi Comuni di: Albes/Albeins, Eores/Afers, Millan-Sarnes/Milland-Sarns, Monteponente/Pfeffersberg, Sant’Andrea in Monte/Sankt Andrä. L’arma del Comune riprende quella del Principato-Vescovile di Brixen, senza (ovviamente) le insegne di questo (lo stesso simbolo, accollato alla croce semplice e sormontato dal cappello vescovile è l’insegna della Diocesi di Bolzano/Bozen) e senza ornamentazioni esterne, come ormai tipico dell’attuale araldica civica Sud-Tirolese; si blasona: “Di rosso all’agnello di bianco, rivoltato, nimbato d’oro, portante col piede sinistro una bandiera di bianco inquadrata da croce di rosso”. L’agnello è simbolo di Cristo, Giovanni Battista chiama infatti Gesù “agnello di Dio” che prende su di sé i peccati del mondo. Nell’Apocalisse di Giovanni (14,1) si parla “dell’agnello trionfante ritto sul monte Sion”: è “l’agnello pasquale” che sorregge la bandiera della vittoria sulla morte. Questa è esattamente la figura ripresa dallo stemma. Dai documenti si apprende che l’imperatore Ludovico IV dona un podere denominato PRICHSNA al vescovo della Norica, che aveva la sua sede sulla rupe di Sabiona (presso Chiusa/Klausen), Diocesi della zona sorta nell’ IV secolo e suffraganea del patriarca di Aquileia. Nel 975 il vescovo (poi santo) Albuino decide di trasferire la sede vescovile della Norica/Norikum da Sabiona a Bressanone. Nel 1004 l’Imperatore crea il Principato-Vescovile di Trento/Trient con giurisdizione sul Trentino e Sud-Tirolo: per garantire il controllo dell’area e contrastare le spinte autonomistiche dei nobili locali. I principi-vescovi gestiscono il potere per mezzo di feudatari detti “advocati”, famiglie indigene di antico lignaggio che, lentamente, si svincolano dal potere effettivo dei vescovi. Nella zona emergono i conti di Castel Tirolo/Schloss Tirol (antico fortilizio presso Merano, costruito nel secolo XII dai conti di Venosta) che divengono assegnatari di un ampio territorio che arriverà a comprendere il feudo della contea di Appiano/Eppan (da cui il titolo comitale), il Ducato di Carinzia/Karntern, la Boemia/Böhmen e l’Engadina/Engadin. Nel 1207 l’imperatore Corrado II “il Salico” per meglio controllare i feudatari crea anche il Principato-Vescovile di Brixen/Bressanone; distaccando i territori da quello di Trento/Trient ossia: la Contea di Bolzano, la Val Venosta (Vinschgau, già della Diocesi di Coira/Chur, in Svizzera), la Valle dell’Isarco (Eisacktal), la Valle dell’Inn (Inntal); alle quali Enrico IV aggiungerà nel 1091 la PUTRISSA (Pusteria/Pustertal ) e VELDES (Bled, oggi in Slovenia). Nel XIII i conti di Tirolo si impadroniscono dei territori a loro affidati fino a formare quella che diviene la “Contea del Tirolo”. I conti del Tirolo si estingueranno nel 1363 con Margherita Maultasch (“Bocca a tasca”), lasciando i territori in eredità agli Asburgo/Absburg. Nel 1751 le sede patriarcale, verso la quale i vescovi di Trento e Bressanone mantenevano una formale “sudditanza” viene spostata da Aquileia a Gorizia/Görz. Nel 1788 il Principato Vescovile di Trento dipende direttamente dalla Santa Sede, mentre Bressanone/Brixen è suffraganea dell’arcivescovo di Salisburgo/Salzburg. Nel 1787 l’imperatore assegna la sede della Provincia Ecclesiastica a Gorizia, della quale Brixen viene ad essere dipendente (con giurisdizione anche sull’Ampezzano). Giuseppe II, figlio di Maria Teresa d’Austria, decide di far coincidere i confini diocesani con quelli amministrativi: dal 1785 il Tirolo del Sud viene suddiviso: la maggior parte assegnata al principe-vescovo di Bressanone/Brixen e una piccola porzione a quello di Coira/Chur. Nel 1803 viene abolito da Francesco II l’istituto amministrativo del Principato-Vescovile (l’ultimo principe-vescovo è Karl Franz conte Lodron 1791-1828) e nel 1805 Il Tirolo è unito al regno della Baviera di Massimiliano I Wittelsbach. Nel 1809 entra a far parte del Regno Napoleonico d’Italia (che, per primo, istituisce il Dipartimento dell’Alto Adige). Alla fine della I Guerra Mondiale, nel 1919, con il trattato di Saint Germain, il Südtirol/Tirolo del Sud viene annesso al Regno d’Italia che ne sancisce la denominazione italiana di Alto-Adige e istituisce la Provincia di Bolzano. La Diocesi di Bressanone perde l’intero territorio oltre il Brennero che viene affidato al vescovo di Innsbruk. Dopo l’8 settembre 1943, data dell’armistizio tra Italia e USA, il territorio della Provincia di Bolzano viene aggregato al Distretto (“Gau”) dell’Alpenvorland (“Zona Prealpina”), governato dal Gauleiter (“governatore”) di Innsbruck. Nel 1964 viene istituita la Diocesi di Bolzano-Bressanone: erede del Principato-vescovile di Bressanone/Brixen; il territorio coincide con i confini della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, il capoluogo diventa sede vescovile (la collegiata di Santa Maria Assunta, del 1291 ma fondata nel V secolo, viene nominata cattedrale, mantenendo a quella di Bressanone un ruolo di rilievo, con la sede della cattedra episcopale, il sepolcreto dei vescovi e la sede del seminario) e acquisisce i territori entro i confini ancora della Diocesi di Coira/Chur. Nel 1973 il vescovo Joseph Gargitter (1952-1986) trasferisce definitivamente anche la residenza vescovile a Bolzano/Bozen1. 1): ciononostante dal punto di vista “pratico” i vescovi bolzanini/brissinesi mantengono le due cattedrali su un piano di parità, pur avendo la residenza a Bolzano (Il principesco Hofburg di Bressanone e la sede estiva di Velturno sono oggi una sede museale). Ad esempio: se la messa della notte di Natale viene celebrata dal vescovo a Bolzano, quella di Pasqua viene da lui presieduta a Bressanone, e viceversa. Note di Massimo Ghirardi, con la collaborazione di Andreas Kerschbaumer e Martin Axel Lugger. Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Utet, Torino 1997 (prima edizione 1990). Provincia Autonoma di Bolzano-Altoadige, MANUALE DELL’ALTO ADIGE, Giunta Provinciale, Bolzano 2004. Prünster (H.), DIE WAPPEN DER GEMEINDEN SÜDTIROLS. Etschlandbücher, Veröffentlichungen des Landesverbandes für Heimatpflege in Südtirol, Band 7, Bolzano 1972. Tolomei (Ettore), PRONTUARIO DEI NOMI LOCALI DELL’ALTO ADIGE. Istituto di Studi per l’Alto Adige, Roma 1935.
Profilo Araldico
“Di rosso all’agnello di bianco, con il capo rivoltato, nimbato d’oro, portante col piede sinistro una bandiera di bianco inquadrata da croce di rosso.”
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Profilo Araldico
“Drappo interzato in palo di giallo, di bianco e di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su