Besançon

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Comune di Besançon ()

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Dal XVI secolo lo stemma di Besançon si blasona: « D’or à l’aigle de sable, tenant de ses serres deux colonnes de gueules brochant sur les ailes »

(D’oro, all’aquila di nero tenente con gli artigli due colonne di rosso attraversanti sulle ali).

Al quale si associa il motto UTINAM (Piace a Dio). E attualmente si usa semplice, senza ornamenti esteriori.

L’aquila era l’emblema degli arcivescovi di Besançon già dal Medioevo quando, nel 1526, l’imperatore Carlo V d’Asburgo (che era anche Re di Spagna, Re dell’America Spagnola, Duca di Borgogna) concesse loro il diritto di battere moneta e, contestualmente, concesse l’aquila nera imperiale in campo d’oro, quale stemma della città, nell’antica versione monocefala risalente alla dinastia Hoenstaufen. Le due colonne sono le stesse dell’emblema personale dell’imperatore, presenti ancor’oggi anche sullo stemma del Regno di Spagna, simboleggiano le “Colonne d’Ercole” (nome classico dello Stretto di Gibilterra) e alludono all’estensione dell’Impero anche oltre l’Oceano, come rafforzato dal motto “PLUS ULTRA” (‘[ancora] più oltre’).

Le colonne “classiche” rievocano anche l’origine  gallo-romana della città, nota come VESONTIO venne sottomessa a Roma da parte di Giulio Cesare nel 58 a.C.

Dato che la città era nota presso i greci antichi come Crisopolis (‘città dell’oro’) per via dell’oro che si estraeva dalle acque del Doubs, il campo evoca anche questo passato aurifero del territorio.

Dopo la soppressione degli emblemi del periodo rivoluzionario, nel 1804 alla città venne assegnato un leone “di Borgogna” in luogo dell’aquila, riservata alle armi imperiali, quindi il blasone napoleonico fu modificato con: « D’or au lion de sable, adextré et sénestré d’une colonne de gueules, surmonté d’une croisette de sable, au chef des bonnes villes, qui est de gueules a trois abeilles d’or »

(D’oro, al leone di nero, addestrato e sinistrato da una colonna di rosso, sormontato da una crocetta di nero ; al capo di rosso a tre api d’oro ordinate in fascia).

Al crollo dell’Impero nel 1815 la città ristabilì le sue armi araldiche storiche.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“D’oro, all’aquila di nero tenente con gli artigli due colonne di rosso attraversanti sulle ali”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: oro
Oggetti dello stemma aquila, colonna

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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