Città di Benevento (BN)

Informazioni

  • Codice Catastale: A783
  • Codice Istat:
  • CAP: 82100
  • Numero abitanti: 62035
  • Nome abitanti: beneventani
  • Altitudine: 135
  • Superficie: 135
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La città osca di MALOEIS ha un’origine antichissima e, secondo la leggenda, fu fondata dall’eroe greci Diomede il quale le donò come simbolo le zanne del temibile cinghiale Caledonio (da ciò la curiosa figura del cinghiale nello stemma comunale). La località è citata come MALUENTUM nel 297 a.C.: un centro Irpino sorto alla confluenza del Sabato con il Calore, presso il quale Manio Curio Dentato nel 276 a.C. sconfisse Pirro re dell’Epiro che sosteneva i Tarantini nella guerra contro Roma. Nel 268 a.C. divenne Colonia Romana e ribattezzata con il nome augurale di BENEVENTUM e collegata a Roma e Brindisi con la Via Appia. Divenne quindi un importante nodo viario e centro commerciale; da dove passavano anche la Via Latina per Alife e, in seguito, la Via Traiana per Brindisi. Fu devastata dalle armate di Annibale nel 217 a.C. per punirla della fedeltà dimostrata verso Roma durante la II Guerra Punica. Durante dal cosiddetta “Guerra Sociale Romana” si confermò nella fedeltà a Roma, guadagnandosi lo status di Municipio. Augusto la trasformò in Colonia e le mutò il nome in JULIA CONCORDIA FELIX BENEVENTUM. Nel 545 d.C. il re Totila ne ordinò la distruzione per non lasciarla preda delle armate di Belisario, generale bizantino; ma che non evitò che dal 555 la città entrasse a far parte dei Territori dell’Impero Romano d’Oriente. Nel 570 fu sotto il dominio dei Longobardi, il duca Arechi I (591-641) la ricostruì come sede della sua corte, mentre Arechi II (758-774) la ampliò e della quale fu primo Principe. Alla corte di Arechi II fu, come precettore della regina Adelperga, Paolo Diacono che durante il suo ufficio scrisse la “Historia Romana”. Nel 969 fu creata Arcidiocesi. Nel XI secolo papa Clemente II scomunicò il principe Pandolfo III, mentre l’imperatore Enrico III divise i territori tra i signori normanni nel 1047. Pandolfo però non subì di buon grado e si ribellò, cosa che costrinse e Beneventani (timorosi degli attacchi normanni) a sottomettersi al papa Leone IX il 5 luglio 1050. Nel 1054, alla morte di Leone IX, i cittadini richiamarono Pandolfo III che si proclamò vassallo della Chiesa. Landolfo VI nel 1075 accolse a Benevento Gregorio VII. Alla morte di Landolfo, ultimo principe della stirpe longobarda, la città divenne un “enclave” pontificia (e così rimase formalmente fino al 1860) all’interno del Regno Normanno. Nel 1202 il Comune si diede uno Statuto, che prevedeva un Rettore di nomina pontificia, 12 Giudici e 12 Consoli eletti dalle otto contrade della città. Nel 1266, sotto le mura di Benevento, si svolse la tragica sconfitta di Manfredi, ultimo pretendente Svevo al Regno dell’ Italia Meridionale, per opera di Carlo d’Angiò (che saccheggiò crudamente l’abitato). La città fu distrutta dal terremoto ben due volte: il 5 giugno 1688 e l’11 marzo 1702, la ricostruzione fu promossa dal vescovo Vincenzo Maria Orsini, che si guadagnò il titolo di “Alter Conditor Urbis”. Nel 1724 il cardinale Orsini fu eletto papa con il nome di Benedetto XIII. Dal 1768 al 1774 fu brevemente annessa al Regno di Napoli. Nel 1779 fu saccheggiata dai Francesi e aggregata alla Repubblica Francese, ma per poco: dal 7 aprile al 3 giugno, quando fu occupata dai Borbonici. Nel 1802 fu restituita al papa. Nel 1806 fu riconquistata da Napoleone che ne nominò principe Charles Mauriche De Talleyrand; in seguito (1814) fu acquisita dal nuovo re di Napoli: Gioacchino Murat. Nel 1815 fu nuovamente restituita al papa. Il 3 settembre 1860 la popolazione insorse e fu proclamata l’annessione al Regno d’Italia. Il 25 ottobre 1860 fu eretta capoluogo di Provincia con il territorio del Sannio che, precedentemente, era distaccato e nominato come Provincia di Principato Ultra. Lo stemma di Benevento è antico quanto celebre, comprende il cinghiale di Diomede nero: simbolo venatorio e (per la sua difficile cattura) di coraggio, oggi viene blasonato “inquartato di rosso e d’argento, col capo d’oro caricato di un cinghiale (alias: maiale) passante di nero, difeso d’argento, cinghiato di rosso”. Precedentemente il capo aveva smalto d’argento. Il Comune di Benevento normalmente usa uno scudo a “testa di cavallo”, timbrato da una corona del rango di principe, accompagnato da un nastro con l’acrostico S.P.Q.B. (SENATUS POPULUSQUE BENEVENTANUS) e il motto CONCORDES INUNUM. Note di Massimo Ghirardi I comuni confinanti sono: Apollosa, Castelpoto, Foglianise, Fragneto Monforte, Paduli, Pesco Sannita, Pietrelcina, San Leucio del Sannio, San Nicola Manfredi, Sant’Angelo a Cupolo, Torrecuso.
Profilo Araldico
“Su scudo ennagonale a testa di cavallo, inquartato di rosso e di argento, al capo d’oro, caricato dal cinghiale al naturale, fermo sulla linea di partinzione, cinghiato di rosso. Lo scudo è sormontato dalla corona di principe; sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d’oro, la sigla S.P.Q.B. nella prima riga, le parole CONCORDES IN UNUM nella seconda riga, sigla e parole in lettere maiuscole di nero” D.P.R. 27 dicembre 1990 in sostituzione del D.C.G. 24 aprile 1941.
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: argento, oro, rosso
Partizioni: capo, inquartato
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

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