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Comune di Arras (62)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

La città di Arras (Atrecht in fiammingo) è la capitale storica dell’Artois e oggi del Dipartimento del Pas-de-Calais (nella Regione Nord-Pas-de-Calais), una delle aree economiche e agro-alimentari più estese di Francia. Per le sue testimonianze architettoniche è annoverata tra i luoghi del « Patrimonio dell’Umanità » dell’UNESCO.

La si identifica con la gallo-romana Nemetocenna, romanizzata in Nemetacum Atrebatum (‘della tribù [gallica] degli Atrebates’), citata da Giulio Cesare nel suo « De Bello Gallico » (il primo elemento del toponimo, il celtico ‘nemeto-‘ designa un ‘recinto sacro o tempio).

Nel 407 ATREBATUM è saccheggiata e distrutta dai Vandali. Mentre nel IX secolo è menzionata come ATHREBATE, quindi ARRAS nel XII.

Nel 499 è sede vescovile affidata a Vaast (poi santo) ma presto unita a quella di Cambrai. Il suo successore Aubert (anch’esso santificato dopo la sua morte) trasferì le reliquie di san Vaast sulla collina della Madeleine ad Arras, dove fondò l’abbazia di Saint-Vaast nel 667.

Nel IX secolo divenne la residenza preferita dei conti di Fiandra, ma tra il XIV e il XV secolo la città appartenne al Duca di Borgogna (ovvero alle Fiandre Borgognone); con il trattato di Madrid del 1526 entrarono a far parte delle Fiandre Spagnole o « Paesi Bassi Spagnoli », ma il re di Francia Francesco I non rispettò il trattato, considerando Arras « francese ». Alla morte del re Valois la città passò agli Asburgo di Spagna.

Venne riconquistata da Luigi XIII e definitivamente unita al Regno di Francia nel 1659, con il Trattato dei Pirenei.

Lo stemma attualmente in uso, derivato direttamente da quello del Consiglio della Città di Arras, è stato formalmente riconosciuto il 22 febbraio 1817, e si blasona : « De gueules au lion d’or armé et lampassé d’azur, à l’écusson brochant en abime sur le tout aussi d’azur semé de fleurs de lys d’or brisé d’un lambel de gueules de trois pendants chargés chacun de trois châtelets aussi d’or rangés en pal ».

Arras 2

In italiano: “Di rosso, al leone d’oro armato e lampassato d’azzurro, allo scudetto in abisso, passante, d’azzurro seminato di gigli d’oro e brisato dal lambello di rosso con tre pendenti, caricati ciascuno da tre castelletti pure d’oro ordinati in palo”.

Lo scudetto è con evidenza quello della Contea d’Artois, della quale Arras era la capitale; quanto al leone non è chiaro da dove derivi, alcuni sostengono che si tratti del simbolo delle Fiandre.

Nelle armi complete della città sono rappresentate anche la Légion d’Honneur concessa il 30 agosto del 1919 e la Croix de Guerre 1939-1945.

Si conosce anche una variante dello stemma tradizionale, che si blasona: « D’azur à la fasce d’argent, chargée de trois rats de sable, accompagnée d’une mitre d’or en chef et de deux crosses du même passées en sautoir en pointe » (D’azzurro, alla fascia d’argento, caricata da tre ratti di nero, accompagnata da una mitra d’oro in capo e da due pastorali dello stesso posti in decusse in punta).

I « ratti » (« rats ») sono stati scelti perché assonanti con il toponimo (Arras = A Rats) mentre la mitra e i pastorali alludono al ruolo di antica sede vescovile (dal 1853 Diocesi di Arras-Boulogne-Saint Omer). Nell’insieme deriva dalla curiosa arme « parlante » del Vescovado di Arras (D’oro, ai due pastorali d’argento addossati, ai nove ratti di nero posti in orlo) del XIV secolo.

Si racconta che, durante l’assedio di Luigi XIII, alludendo a queste armi venne posto su una delle porte cittadine il motto dileggiante « Quand les français prendront Arras, les rats mangeront les chats » (‘Quando i francesi prenderanno Arras, i topi mangeranno i gatti’), dopo la conquista della città da parte dei francesi la scritta venne mantenuta, togliendo solo una « p » e modificandone così il senso : « Quand les français rendront Arras, les rats mangeront les chats » (‘Quando i francesi renderanno Arras, i topi mangeranno i gatti’). (Philippe Le Bas , France, Dictionnaire encyclopédique, Paris 1840).

 

Nota di Massimo Ghirardi e Ralf Hartemink

Profilo Araldico
“D’azzurro, alla fascia d’argento, caricata da tre ratti di nero, accompagnata da una mitra d’oro in capo e da due pastorali dello stesso posti in decusse in punta”.
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Oggetti dello stemma mitra, pastorale, ratto
Pezze onorevoli dello scudo: fascia
Attributi araldici: accompagnato, caricato, in capo, in decusse, in punta

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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