Arcisate

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Comune di Arcisate (VA)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: A371
  • Codice Istat:
  • CAP: 21051
  • Numero abitanti: 9991
  • Nome abitanti: arcisatesi
  • Altitudine: 381
  • Superficie: 381
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 7.0
  • Distanza capoluogo: 7.0

Storia dello stemma e del comune

Arcisate, che veniva citato in un documento del 1093 come Arcidiate e poi come Arciziate nel XII secolo, deriverebbe il suo nome dal gentilizio “Aricisius”, il cui suffisso “Ate” starebbe a significare la probabile origine celtica. Un’altra etimologia celtica mette in relazione il nome di Arcisate alla posizione del paese rispetto al Monte Monarco (dal celtico Man Arc – monte arco), così che si può pensare che i pochi abitanti dell’allora minuscolo villaggio indicassero il loro sito (ate), come luogo posto sotto (is) l’arco (arc) da cui Arc-is-ate. Il suo nome potrebbe anche discendere da “Arx Isarcorum”, “Rocca degli Isarci”, un popolo alpino soggiogato dai romani all’epoca di Augusto, oppure da “Arx Gipsaria”, “Rocca di Gesso”, in quanto fin dall’epoca romana si ricavava appunto calce e gesso dalle alture circostanti. Da menzionare sicuramente le due località Brenno Useria (369 m. s.l.m.), dal celtico Bren, luogo boscoso, e Velmaio (392 m. s.l.m.), di etimologia incerta. Il comune comprende le frazioni o località di Brenno Useria, Velmaio, Mirabello, Beltramella, Ronco, Sasso del Corno, Monte Minisfreddo, Monte Rho d’Arcisate, La Lagozza, Logaccio, Motta, Baranzella, Cascina Marinoni, Torbiera Cassani, Cascina Fontana, Palazzo, Madonna d’Useria, Cascina Oro, Faruera, Roccolo, Poscalla. Anche se l’etimologia è incerta si può ritenere che il paese fosse un “pagus” gallo-romano abitato da una piccola comunità di celti. L’occupazione romana è invece testimoniata da alcuni ritrovamenti, fra i quali i più importanti sono una lapide votiva, manufatti di argento e monete dell’epoca dell’imperatore d’Oriente Attanasio (490), nonché da un documento di Tito Livio che descrive la conquista romana degli Insubri con il trionfo del console Marco Claudio Marcello. Sotto il regno longobardo il territorio di Arcisate entrò a far parte del Contado del Seprio, di cui seguì le vicende storiche. Caduto nel 1015, sotto il dominio dei fratelli Berengario e Ugone Conti, il paese venne conquistato dall’arcivescovo di Milano Arnolfo II, che spodestò i due fratelli e donò i loro beni alla Chiesa Milanese, i cui ordinari vengono citati come “signori di Arcisate” in una bolla di papa Eugenio del 1149 (Capitolo Metropolitano). La sua dipendenza da Castelseprio costrinse il paese a schierarsi con il Barbarossa e con Como contro i Comuni lombardi, venendo perciò occupato dalle truppe dell’arcivescovo Umberto da Pirovano. In seguito, passò con tutta la sua pieve sotto i Visconti e gli Sforza, e venne dato in feudo alla famiglia Arcimboldi, nel 1400, da Luigi XII re di Francia. Quando (nel 1727), la famiglia Arcimboldi si estinse, la proprietà di Arcisate passò ai Visconti Borromeo Arese che avevano delle proprietà nella zona. Gli ultimi feudatari di Arcisate saranno i Litta fino all’avvento dell’era napoleonica, che pose fine al sistema feudale. Il comune di Arcisate fa parte della Comunità Montana Valceresio. I comuni confinanti sono: Bisuschio, Induno Olona, Cantello, Viggiù, Valganna, Varese.
Profilo Araldico
“D’oro al mastio torricellato di due, di rosso, murato di nero e fondato su campagna erbosa di verde. Ornamenti esteriori da Comune”.   R.D. 10 marzo 1930
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Colori dello scudo: oro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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