Amantea

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Città di Amantea (CS)

Informazioni

  • Codice Catastale: A253
  • Codice Istat:
  • CAP: 87032
  • Numero abitanti: 13925
  • Nome abitanti: amanteani
  • Altitudine: 50
  • Superficie: 50
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 51.1
  • Distanza capoluogo: 51.1

Storia dello stemma e del comune

Le origini di Amantea non sono certe; secondo alcuni sarebbe stata fondata dai Greci sul presupposto che il suo nome derivi dall’ellenico Amanteia che vuol dire l’oracolo, la profezia, e che la A che sta davanti e’ l’articolo dorico in luogo della H (L. Accattatis, op. cit. pag. 410). Il borgo, che ebbe modesta importanza sotto la dominazione romana, acquisi’ ben maggiore rilevanza sotto i Saraceni che ne fecero base marittima per i loro traffici e sede di un emirato. In epoca successiva fu al fianco degli Aragonesi nella guerra contro gli Angioini, i quali nel 1269 cinsero l’abitato sotto duro assedio. Conquisto’ fama di cittadina fiera ed intrepida dapprima respingendo nel 1495 l’esercito di Carlo VIII (il quale aveva infeudato Amantea al maresciallo Francesco D’Alegre con il titolo di marchese) e in seguito nel 1630 allontanando a cannonate gli uomini di Ravaschieri, Principe di Belmonte, il quale lo aveva ricevuto da Filippo IV che revoco’ l’atto e rinnovo’ gli antichi privilegi. Dopo che nel corso dei moti scoppiati nel 1648 accolse un gran numero di profughi provenienti da tutta la Calabria, in epoca borbonica Amantea rappresento’ il principale centro della rivolta contro i Francesi, che la strinsero sotto un lungo assedio durato nove mesi, conclusosi secondo i patti dettati dal valoroso comandante Roberto Mirabelli, il quale con i suoi uomini ebbe l’onore delle armi per l’eroica resistenza. Amantea conserva diversi monumenti importanti, tra i quali ricordiamo in primo luogo il castello medievale, ampliato sotto il regno di Carlo V, di cui rimangono un tratto di cortina e di bastione, oltre ad una torre cilindrica. La chiesa di San Bernardino di Siena, risalente al 1436, e’ di fondazione francescana; presenta facciata decorata con ceramiche del ‘400, preceduta da un portico ad arcate ogivali su pilastri di sezione ottagonale. L’interno e’ a due navate irregolari (una delle quali presenta, al pari dell’abside, volte a crociera) ed e’ illuminato da monofore sagomate in pietra; presenta altari marmorei del ‘600 ed una statua in marmo dell’artista A. Gagini del 1505. Il chiostro, della stessa epoca della chiesa, conserva arcate realizzate in pietra. L’oratorio dei Nobili ha un portale di epoca rinascimentale (1592); al suo interno sono custoditi un altorilievo in marmo alabastrino raffigurante la nascita di Gesu’ del XVII secolo e sculture marmoree del ‘400. La chiesa dei Gesuiti e’ di struttura del ‘600; al suo interno vi sono elementi di un pulpito pensile della stessa epoca. La casa Mirabelli in Via Duomo conserva il portale del XVII secolo in stile rinascimentale e i balconi in ferro battuto del XVIII secolo di fattura barocca. Della chiesa di San Francesco d’Assisi del XIII-XIV secolo, sita in localita’ Castello, rimangono i resti di due piccole campate ogivali, una monofora ed una cupola ottagonale con arcatelle cieche. Amantea e’ un attivo e dinamico centro commerciale, con una fiorente attivita’ peschereccia, ed e’ altresi’ rinomata localita’ turistica grazie alle sue bellezze naturali ed alle efficienti strutture ricettive balneari. Celebrata e’ anche la tradizione gastronomica locale, che vanta specialita’ come la “rosa marina”, a base di avannotti di sardine conditi con peperoncino rosso piccante tritato, che viene conservata tradizionalmente in recipienti di terracotta chiamati in dialetto calabro “salaturi”. Patrono: S. Antonio di Padova (13 giugno) Note di Luigi Prato L’origine del toponimo non è chiara, ma puo’ essere confrontata con i nomi delle antiche citta’ macedoni e dell’Epiro Amantia I comuni confinanti sono: Belmonte Calabro, Lago, San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello, Cleto, Nocera Tirinese.
Profilo Araldico
“D’azzurro, alla torre d’oro, murata di nero, chiusa d’oro, fondata sulla pianura verde, torricellata di tre pezzi, la torricella centrale più alta e più larga e finestrata di due del campo, le torricelle laterali finestrate di uno, dello stesso, ogni torricella merlata di tre alla guelfa; la torre sormontata dalla corona regia all’antica con cinque fiori trifogliati, visibili, sostenuti da punte, alternati da quattro sferette visibili, sostenute da punte, il tutto d’oro. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero NOBILIS FIDELISSIMA REGIBUS. Ornamenti esteriori da città.” D.P.R. 5 giugno 2001 – Trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 5 settembre 2001
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini





Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di giallo con bordatura d’azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro, con caricato al centro lo stemma del comune”.
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 08/06/1973

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