Agen

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Comune di Agen (47)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Agen è una città del dipartimento del Lot-et-Garonne, nella regione dell’Aquitania (Aquitaine), il nome deriva dall’occitano Agen, attestato nel 1197, a sua volta dal basso-latino Aginnum, com’è nominata nel III secolo nell’ “Itinerarium Antoninii”, probabilmente dal gallico “agin” che significa ‘roccia, altura’ in riferimento alla fondazione della città nel 400 a.C., da parte della tribù dei Nitiobrigi, su uno sperone roccioso che domina la parte nord della città attuale, che venne denominato in seguito “Plateau de l’Ermitage”.

Durante il periodo romano, grazie alla relativa pace, la città di  Civitas Agenensium si espanse nel piano, per poi ritirarsi di nuovo sull’altura nel V secolo, a causa delle invasioni barbariche (soprattutto normanne), che li costrinsero a edificare una prima cerchia murata intorno alla cattedrale di  Saint Caprais (il vescovo san Caprasio, uno dei santi martiri locali assieme a santa Fede/Foy).

Lo stemma è antico, deriva dai sigilli della città del XII secolo, che rappresentavano la cinta muraria urbana in forma simbolica e ridotta racchiudente i principali edifici religiosi, rappresentati da tre campanili, e civili, simboleggiati da due torri merlate. Mentre sul contro-sigillo della città era rappresentata l’aquila ad ali spiegate, raffigurata di tre quarti (e non frontalmente come solito) e tenente un piccolo nastro (o “filatterio”). Lo stemma attuale riunisce le due figurazioni, ed è stato ufficializzato da Charles D’Hozier con la registrazione nell’Armorial de France, istituito da Luigi XIV (per ragioni principalmente fiscali) nel 1698, con l’aggiunta del nome della città sul nastro tenuto dall’aquila e la semplificazione della figura della città.

Il 22 giugno 1812 alla città vennero “concesse” dall’imperatore nuove armi, dove la figura dell’aquila è rimpiazzata da un gallo. Con la Restaurazione nel 1815 la città riebbe le sue armi precedenti, accompagnate dal motto storico, del quale si ignora l’origine: “Nisi dominus custodierit civitatem frustra vigilat qui custodit eam” che significa: ‘Se il Signore non proteggesse la città, invano la sorveglierebbero i custodi’.

Si blasona: « Parti : au premier de gueules à l’aigle essorant d’argent tenant dans ses serres un listel du même chargé du nom AGEN en lettres onciales de sable, au second aussi de gueules au château donjonné de trois tourelles pavillonnées d’or, maçonné, ajouré et ouvert de sable » (Partito: al primo di rosso all’aquila sorante1 d’argento, tenente tra gli artigli un listello dello stesso carico del nome AGEN in lettere onciali di nero; al secondo pure di rosso al castello torricellato di tre, coperte d’oro, murato, finestrato e aperto di nero).

Alcuni vedono nel nastro dell’aquila un riferimento all’industria delle vele per la Marina Reale, tra le principali produzioni locali in passato. Secondo una leggendo molto popolare l’aquila sarebbe quella imperiale in ricordo della liberazione da Mori della città da parte dell’imperatore Carlo Magno.

(1): SORANTE è un termine tecnico araldico che sta ad indicare un uccello raffigurato nell’atto di spiccare il volo. Prende il nome dall’uso dei falconieri che facevano sorare i volatili per esercizio.

Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Partito: al primo di rosso all’aquila sorante d’argento, tenente tra gli artigli un listello dello stesso carico del nome AGEN in lettere onciali di nero; al secondo pure di rosso al castello torricellato di tre, coperte d’oro, murato, finestrato e aperto di nero”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: rosso
Partizioni: partito
Oggetti dello stemma aquila, artiglio, castello, listello
Attributi araldici: aperto, coperto, finestrato, murato, sorante, tenente, torricellato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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