Comune di Acquanegra sul Chiese (MN)

Informazioni

  • Codice Catastale: A038
  • Codice Istat:
  • CAP: 46011
  • Numero abitanti: 3061
  • Nome abitanti: acquanegresi
  • Altitudine: 19
  • Superficie: 19
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 18.7
  • Distanza capoluogo: 18.7

Storia dello stemma e del comune

La località è molto antica, come testimonia una lapide di un tempio dedicato ad Iside fatto erigere dal centurione Marco Cassio che testimonia la presenza di un agglomerato rurale che portava proprio il toponimo “Acquanigra” già nel II sec a.C. il nome indica anche un terreno acquitrinoso ma fertile, il territorio è posto tra i fiumi Oglio e Chiese. Quest’ultimo ha dato il determinate al capoluogo dal 1861. Storicamente è stata oggetto di conquista alterna da parte dei grandi Comuni della zona: Mantova, ma, soprattutto, Brescia e Cremona (tutt’ora il confine tra le omonime province in questa parte della pianura è piuttosto frastagliato), il paese è documentato anche per gli accesi contrasti con i vicini conti di Mosio (attuale Valli di Mosio) e con la turbolenta città di Asola (possedimento stabile, al contrario di Acquanegra, della Repubblica di Venezia), fino alla cessione definitiva di Acquanegra da parte dei veneziani ai Gonzaga di Mantova nel XV secolo. Nel 1800 fu contesa dai Francesi di Napoleone alla Dinastia Asburgica del Regno Lombardo-Veneto, posta com’era sul confine tra i due Stati. Dal 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia. Lo stemma attuale è blasonato nello Statuto del Comune: “D’azzurro ad un fondo d’acqua oscurato dalla notte con riflessi d’oro e sormontato da tre stelle pure d’oro, disposte 1 e 2”. Riprende quello della locale abbazia benedettina di San Tommaso, sorta nell’XI secolo, che bonificò e rese coltivabili queste terre. L’Abbazia nel XV secolo fu convertita in commenda cardinalizia: venne cioè affidata ad un “abate commendatario”, non necessariamente religioso, che ne gestiva (spesso sperperandolo) il patrimonio. I riflessi d’oro simboleggiano la fertilità del terreno ricco d’acqua, posto sotto la protezione della Santissima Trinità (o, se si vuole, del cielo) come confermato dal motto che tradizionalmente completa lo stemma comunale, anch’esso riferito all’antica abbazia: “MEMENTOTE CLUSIAE VOLSI” (vegliate sopra quest’acqua) che allude per assonanza anche all’antico nome del Chiese (il Cleusis o Clesum dell’alto Medioevo), che dichiara non solo l’immenso lavoro effettuato dai monaci per la bonifica, ma anche che l’acqua è una risorsa preziosa, necessaria per la vita e molte attività. La “notte oscura” è simboleggiata dall’azzurro intenso del campo. Note di Massimo Ghirardi Si ringrazia Xixo per la gentile collaborazione I comuni confinanti sono: Asola, Bozzolo, Calvatone, Canneto sull’Oglio, Marcaria, Mariana Mantovana, Redondesco.
Profilo Araldico
“D’azzurro ad un fondo d’acqua oscurato dalla notte con riflessi d’oro e sormontato da tre stelle pure d’oro, disposte 1 e 2, circondato da due rami di quercia e d’alloro annodati da un nastro dai colori nazionali”. D.P.R. 28 aprile 1937
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro
Nessun gonfalone

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