Città di Acireale (CT)

Informazioni

  • Codice Catastale: A028
  • Codice Istat:
  • CAP: 95024
  • Numero abitanti: 51800
  • Nome abitanti: acesi
  • Altitudine: 161
  • Superficie: 161
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 17.2
  • Distanza capoluogo: 17.2

Storia dello stemma e del comune

Acireale ebbe a chiamarsi cosi’ soltanto verso la seconda meta’ del ‘600, allorche’ con l’attributo “reale” dato al sostantivo “Aci” si volle orgogliosamente sottolineare nei confronti di tutte le altre Aci baronali la diretta soggezione al regio demanio. Precedentemente si era chiamata Aquilia o Aci Aquilia, cui talora si aggiungeva l’aggettivo “nuova” per distinguerla da Aquilia “vecchia”. Le origini di Aquilia (nuova) sono relativamente recenti. Agli inizi del 1400 essa non era altro che un agglomerato di poche case, ma gia’ sul finire del secolo tendeva ad acquistare fisionomia di citta’, divenendo nel corso del ‘500 il centro piu’ importante di tutto il territorio acese. Circa Aquilia vetere ben poco si sa di storicamente accertato: fu di certo un borgo di assai scarsa rilevanza nel ‘300; distante circa tre km dall’attuale citta’ (in direzione sud), nel XV secolo venne progressivamente abbandonata dai suoi pochi abitanti fin quasi a perdersene le tracce. Tratto dal sito ufficiale del Comune di Acireale sul quale è possibile trovare ulteriori notizie. I comuni confinanti sono: Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Giarre, Riposto, Santa Venerina, Zafferana Etnea. Gli stemmi dei comuni di Aci Castello, Acireale, Aci Bonaccorsi e Aci Catena anticamente facenti parte tutti della “Universitas di Aci” condividono la caratteristica di ereditarne il blasone. L’Universitas di Aci dopo essere stata infeudata nel 1420, sotto il regno di Alfonso V, riusci a riscattarsi dal dominio baronale nel 1531, pagando la somma di 72.000 fiorini all’imperatore Carlo V. In questa occasione venne concesso alla città, divenuta di demanio regio e quindi dotata di una larga autonomia, l’uso di un proprio sigillo da usare negli atti pubblici che recava un castello a tre torri sulla sinistra araldica (raffigurante il castrum oggi nel territorio di Aci Castello) e tre faraglioni uscenti dal mare sulla destra (presenti presso la frazione – del comune di Aci Castello – di Aci Trezza), insieme con i motti “REDEMPTA FUIT 3 AUSTI 4 IND. 1531” e “Acis civitas amplissima et fida regibus”. Nel 1626 venne realizzato un nuovo sigillo in cui, alle figure precedenti si aggiungono il leone coronato, la bandiera reale e le iniziali A G che si ricollegano al mito di Aci e di Galatea, il tutto cimato dalla corona reale, privilegio delle città demaniali concesso ad Aci nel 1621. Il blasone viene successivamente riportato nelle opere “Antiquus Liber Privilegiorum Civitatis Acis”, un registro della città iniziato nel 1632, e nel “Libro di Fodera Negra”. Nel 1667 viene scolpito sul portale della cattedrale e nel 1651 è presente in un dipinto di Giacinto Platania raffigurante Santa Venera, patrona della città, e in un busto del 1655 della stessa santa. Nel libro del 1687 di Anselmo Grasso, sacerdote cappuccino, ne viene data la seguente descrizione: «nello scudo pendente dalla mano di Santa Venera espressate sono l’arme della città cioè le tre famose piramidi de’ Scogli Ciclopei nel mare e d’innanzi l’antichissimo Castello d’Aci nella cui sommità s’alza un Leone che con le zampe tiene impugnata la Real Bandiera »; in seguito compare in molte opere di argenteria, scultura e pittura. Un altro esempio dello stemma è presente in una specchiera del settecento facente parte in origine dell’arredo del municipio ed ora presso Pinacoteca Zelantea. Nell’ottocento se ne avranno differenti raffigurazioni ma tutte conservano gli elementi principali. Ad oggi, 2009, il comune di Acireale con una delibera consiliare del 6 dicembre 2008 ha attuato un parziale ridisegno dello stemma mantenendone le caratteristiche peculiari mentre il comune di Aci Sant’Antonio, che lo utilizzava fino al 1985, con apposito D.P.R. ha adottato un blasone completamente differente. Blasone dello stemma precedente “D’azzurro, al castello a sinistra uscente dal mare, merlato alla ghibellina e fra i merli al leone rampante coronato d’oro, tenente con le branche uno stendardo bifido di rosso, carico delle lettere capitale A. C. d’oro, il castello accostato nel centro da tre faraglioni”. Decreto Reale del 29 settembre 1936
Profilo Araldico
“Di cielo, al mare di azzurro fluttuoso d’argento sostenente a sinistra lo scoglio di grigio al naturale uscente dal fianco sinistro; esso scoglio sostenente il castello triturrito d’oro, la torre centrale più alta e più larga, esso castello, murato di nero, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre, esso castello, aperto di nero finestrato dello stesso, tre poste in fascia; le torri ognuna di due ordinate in palo; la torre centrale sostenente il leone d’oro uscente, linguato di rosso, coronato all’antica d’oro, tenente, con le zampe anteriori l’asta di nero munita del vessillo bifido e svolazzante a destra di rosso caricato dalla croce d’oro, esso castello accompagnato a destra da tre faraglioni fortemente cuspidati di grigio al naturale fondati sul mare; il tutto accompagnato nel cantone destro del capo dalle lettere maiuscole A e G d’oro. Ornamenti esteriori da città”. D. Ric. 29 settembre 1936
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: campo di cielo
Profilo Araldico
“Drappo di colore rosso riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: “Comune di Acireale”. Le parti in metallo ed i cordoni sono argentati.L’asta verticale e’ ricoperta di velluto rosso con bullette argentate poste a spirale.Nella freccia e’ rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo e’ inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali fangiati d’argento”.
Gonfalone ridisegnato

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini


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