Francesco Maida

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Francesco Maida

Sono nato a Squillace, in Calabria, il 19 settembre del 1949. All’età di 14 anni mi sono trasferito a Milano, dove mi sono diplomato ragioniere e ho frequentato la l’Università Cattolica e la Statale (sono  un sessantottino). A  24 anni sono andato a lavorare in Francia, in Normandia, dove ho conosciuto mia moglie (francese). Dopo aver girovagato per tutta l’Europa (purtroppo per lavoro non per piacere), a fine ’79 mi sono fermato a Ranica, comune alla periferia di Bergamo. Come è arrivato all’araldica uno come me ? Uno che lavora in amministrazione e finanza ? (Sì, avete capito bene, lavoro ancora, sono uno dei pochi italiani che a 64 anni non è ancora VIP, come dice Giancarlo Scarpitta: Vecchio In Pensione. Per ben tre volte, per 5 mesi, i nostri “bravi” politici mi hanno abbindolato.) Sono un consulente aziendale,  mi occupo in particolare di ristrutturazioni  aziendali, la parte finanziaria in particolare. Ebbene sono arrivato all’araldica attraverso uno dei miei hobby preferiti: i soldatini di piombo. Sono stato sempre un collezionista, da ragazzo cartoline, poi francobolli, monete ed infine soldatini di piombo. Ho una collezione di circa 800 soldatini di cui più di 700 dipinti. La mia collezione è una delle più importanti d’Italia, non per valore monetario ma per com’è strutturata. Divisa per periodi storici, ogni soldatino ha il suo nome e la sua storia. Sono stati i soldatini, in particolare quelli medioevali (lo scudo del personaggio) a farmi appassionare all’araldica; prima quella familiare poi quella civica. Dall’emblema familiare a quello comunale il passo è breve. Alla provincia che mi ospita, e che ha visto venire al mondo il secondo mio figlio (il primo è nato in Francia) e mio nipote, ho voluto dedicare 8 anni fa il libro “Gli stemmi dei Comuni della provincia di Bergamo”, creato con i disegni di Massimo Ghirardi. L’anno scorso ho poi pubblicato “Lo stemma comunale di Torre Boldone” , con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Con una piccola ricerca personale ho ricostruito l’arme araldica della mia famiglia, che si blasona: d’azzurro, con tre fasce di oro, sormontate da cinque monti dello stesso posti tre sulla prima, e due sulla seconda. Pare che fossimo un’antica famiglia di Palermo, che ebbe incarichi di governo  (cogli uffici di capitano, pretore e senatore) sotto Federico II . Un Matteo di Maida offre servigi militari al re di Sicilia Federico III 1343. Il cognome dovrebbe derivare dal vocabolo arabo maidah (tavolo) e fa supporre un’origine nordafricana (in Tunisia vi è una città chiamata “Al Mahdia o Al Mahdiya” famosa durante la seconda Crociata), in effetti alcune famiglie nobili arabe si convertirono durante il dominio normanno e furono affiancate alla nobiltà isolana. La famiglia ebbe il feudo di Linguaglossa, mentre nel libro di Antonino Mango (pag. 1490) risultano “…sui Titoli di Barone e Signore di Sicilia, che i Maida avevano in feudo ” Friddicelli” ( cioè “Fridi” alias “Fridichelli”), passato per successione per linea femminile ad Exmenio Sanchez de Villalba nel 1401.

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