Piedi d’argilla

“Quello che stava facendo era allestire uno stemma araldico vivente.

C’era un grosso scudo. Vi erano stati inchiodati sopra dei cavoli, cavoli veri. Il vecchio disse qualcosa che Vimes non riuscì a sentire. Il piccolo gufo arrivò al volo dal proprio trespolo e atterrò su una grossa croce ansata che era stata incollata in cima allo scudo. I due ippopotami sbucarono dallo stagno e si sistemarono ai due lati.

Il vecchio sistemò un cavalletto davanti alla scena, vi piazzò sopra una tela, prese tavolozza e pennello e gridò: “Hoplà!”.

Gli ippopotami si impennarono, in maniera alquanto artritica. Il gufo distese le ali.

- Santi numi – mormorò Vimes. – Ho sempre pensato che fossero inventati! -. – Inventare, signore? Inventare? – disse una voce alle sue spalle. – Saremmo ben presto nei guai se inventassimo le cose, oh cielo! -.

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Commenti

  1. Non si tratta di un lbro di Araldica, ma di una lettura divertente APPARENTEMENTE per ragazzi.

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