Mechelen-Malines


Comune di Mechelen-Malines – (12)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Mechelen (Mechel in tedesco, ben nota anche con il toponimo francese Malines) è un comune fiammingo della Regione delle Fiandre (Flanders), nella provincia di Anversa.

 

Si tratta dell’antica città romana di Mechlinia, sorta su un rilievo di terra sulla riva sinistra del Dyle, secondo la tradizione, evangelizzata da san Rombaut, monaco irlandese, al quale è dedicata la cattedrale sede, dal 1559, dell’arcidiocesi di Malines (dal 1962 Malines-Bruxelles).

 

Nel XIII secolo venne cinta da una possente muraglia (il cui tracciato è oggi segnato dalla Ringlaan, il “boulevard” periferico) con dodici porte, come importante “enclave” del principato-vescovile di Liegi all’interno del ducato di Brabante, dominata dalla potente famiglia dei Berthout, spesso in conflitto con i principi-vescovi.

 

Florent Berthout fu l’ultimo rappresentante della schiatta, nel 1333 il conte di Fiandra, Louis di Nevers, acquistò la signoria dall’arcivescovo di Liegi, per poi cederla al duca di Brabante.

 

Con il trattato di pace di Ath, alla fine della Guerra di Successione del Brabante, Louis II de Male ne recuperò il dominio nel 1357 per il ducato di Fiandra, alla sua morte nel 1384 pervenne a Filippo “l’Ardito” duca di Borgogna, che aveva sposato Margherita, figlia ed erede del duca Louis.

 

Durante il periodo borgognone divenne sede del Parlamento di Malines, tribunale supremo dei Paesi Bassi Borgognoni. Attraverso Maria di Borgogna, sposa Massimiliano d’Asburgo, la città pervenne alla casa imperiale asburgica, periodo durante il quale la città raggiunse il suo apogeo, grazie anche all’illuminato governo di Margherita d’Asburgo, sorella dell’imperatore Massimiliano e zia di Carlo V, che vi risedette e governò con grande saggezza e giustizia dal 1507 al 1530.

 

Una tremenda esplosione nel 1546 distrusse la Zandpoort (polveriera) e una parte della città, gli stessi palazzi delle Governatrici furono danneggiati. Ma il peggio venne durante le Guerre di Religione, il duca d’Alba conquistò la città, che aveva preso le difese dei protestanti, e la saccheggiò il 2 ottobre 1572; nel 1580 i Calvinisti si ripresero la città per ritornare definitivamente nelle mani degli spagnoli con la conquista di Alessandro Farnese, duca di Parma, nel 1585. Con la riorganizzazione dei territori ecclesiastici dei Paesi Bassi divenne sede arcivescovile.

 

Il 17 novembre 1792 le armate francesi, guidate dal generale Stengel, entrarono per la prima volta in città, dopo la vittoria di Jemappes. Riconquistata dagli imperiali nella primavera successiva, venne ripresa dalle truppe francesi subito dopo. La signoria vescovile venne soppressa e incorporata nel 1795 al dipartimento delle Deux-Nèthes (futura provincia di Anversa), e le mura vennero demolite.

 

 

Le armi in uso della città sono state formalmente concesse il 7 ottobre 1986 in sostituzione di quelle poco più antiche concesse il 6 dicembre 1810 (confermato il 6 ottobre 1819 e il 18 dicembre 1841). Si tratta delle armi storiche della contea di Malines, i tre pali rossi in campo oro sono quelli delle armi dei Berthout, signori dal XII al XIII secolo.

 

Sull’origine di quest’arma sono fiorite molte leggende: una delle quali racconta che Wouter I Berthout (XII secolo) rispose tre volte alle chiamate del re d’Aragona per andare in guerra contro i Saraceni che invasero il territorio iberico. Dopo ogni battaglia, Wouter venne chiamato dal re per essere ricompensato, ma non volle mai nulla. Alla terza occasione, il re chiese ancora a Wouter cosa volesse come ricompensa, allora egli chiese di usare l’emblema del re (stemma di Aragona) come arma personale. Il re gli diede il permesso di utilizzare tre dei cinque pali rossi su un campo d’oro del suo stemma, a ricordo delle tre battaglie vittoriose combattute per lui dal signore di Malines.

 

Con decreto del 10 gennaio 1490 datato alla residenza di Linz, l’imperatore Federico III concesse alla città di caricare lo scudo con uno scudetto con l’aquila imperiale (che tra il XVI e XVII secolo venne anche rappresentata a due teste, ma mai ufficialmente) e di potersi fregiare del titolo di “Graafschap” (contea).

 

I grifoni compaiono già nei sigilli cittadini dello stesso 1490, sono tra i supporti tradizionali dell’araldica della famiglia Asburgo.

 

Pressoché contemporaneo è anche il motto, inizialmente latino IN FIDE CONSTANS (“Fedele nella Costanza”: costantemente fedele), attualmente sostituita dalla versione fiamminga IN TROUWEN VAST, e ricorda come la città sia stata sempre fedele agli Asburgo (da ricordare che, quando Massimiliano d’Austria, futuro re di Germania e imperatore asburgico, fu imprigionato a Bruges dopo la morte di sua moglie Maria duchessa di Borgogna, il popolo di Malines si prese cura dei suoi figli: Filippo “il Bello” e Margherita).

 

Nelle raffigurazioni più risalenti lo stemma, in luogo della corona comitale fiamminga, porta un elmo aperto con cimiero in forma di drago d’oro con il volo aperto, probabilmente richiamo del periodo del dominio spagnolo (il drago è tipico cimiero dell’araldica reale aragonese).

 

Nella concessione del XIX secolo l’elmo con cimiero sono sostituiti dalla corona comitale (in foggia fiamminga) in quanto antica capitale della contea di Mechelen/Malines.

 

Si blasona (in francese): “D’or à trois pals de gueule; écu de coeur: d’or à un aigle de sable. L’écu surmonté d’une couronne d’or avec treize perles, dont trois sont surélevées, et retenues par deux griffons d’or, griffus et de gueule, le tout reposant sur un ruban d’or avec la devise IN TROUWEN VAST en lettres de sable”.

 

In fiammingo (neerlandese): “In goud drie palen van keel; hartschild: in goud een adelaar van sabel. Het schild getopt met een kroon van goud met dertien parels, waarvan drie verheven, en gehouden door twee griffioenen van goud, geklauwd en getongd van keel, het geheel rustend op een lint van goud met de spreuk IN TROUWEN VAST in letters van sable”.

 

Corrispondenti all’italiano: “D’oro a tre pali di rosso; caricato in cuore dall’scudetto d’oro all’aquila di nero. Scudo timbrato dalla corona d’oro con tredici perle, delle quali tre sopraelevate, e tenuto da due grifoni d’oro, armati di rosso, posti sul nastro d’oro con il motto IN TROUWEN VAST in lettere di nero”.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro a tre pali di rosso; caricato in cuore dello scudetto d’oro all’aquila di nero. Scudo timbrato dalla corona d’oro con tredici perle, delle quali tre sopraelevate, e tenuto da due grifoni d’oro, armati di rosso, posti sul nastro d’oro con il motto IN TROUWEN VAST in lettere di nero”.

Colori dello scudo:
oro, rosso
Oggetti dello stemma:
aquila, scudetto
Pezze onorevoli dello scudo:
palo
Attributi araldici:
caricato, in cuore
Profilo Araldico

“Drappo di giallo ai tre pali di rosso, caricato dello scudetto di giallo all’aquila di nero”.

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,