Makariv


Città di Makariv – (AI)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma della città di Makariv (Мака́рів; Makarov/Мака́ров, in russo) è stato adottato con decisione del Consiglio Comunale del 17 maggio 2007 (n. 211-13-V), dove si legge: 

 

Lo scudo è rettangolare in alto e arrotondato in basso, attraversato orizzontalmente da una striscia ondulata blu che simboleggia il fiume Zdvizh. Il rapporto tra le proporzioni dell’altezza e la larghezza dello scudo è 8: 7. Nella parte superiore dello scudo, in campo viola, al centro una mitra dorata di San Demetrio di Rostov. Ai lati della mitra ci sono le lettere cirilliche “B” [“V” latina] e “M” in oro. La prima menzione del villaggio di Voronin è associata ai magnati lituani Ivashentsevich. Uno di loro, Makar Ivashentsevich, fu il primo tra i suoi fratelli e sorelle a trasferirsi in Ucraina e stabilirsi a Voronin, ribattezzandola poi Makariv.

Nella parte inferiore dello scudo in campo dorato è presente un elemento dello stemma di Dmitry Rostovsky: un cuore viola con lettere dorate “D” e “P”.

Makariv è il luogo di nascita dell’eccezionale figura spirituale dei secoli XVII – XVIII Demetrio di Rostov (Daniel Tuptal), autore delle “Vite di Santi” in 12 volumi. 

Lavrentiy Pokhylevych in “Leggende degli insediamenti della Provincia di Kiev” scrive che: “Makariv è meglio conosciuto per il fatto che nel dicembre 1651 vi nacque San Demetrio, metropolita di Rostov dai genitori Sava Grigoryevich Tuptal e Maria Mikhailovna e chiamato Daniel.”

Il viola/porpora (lett. “lampone” in ukraino) richiama la divisa dei cosacchi ucraini. Il blu simboleggia la grandezza e la bellezza. L’oro: la nobiltà, la ricchezza e la forza”.

 

Lo stemma quindi celebra il figlio illustre della città: San Demetrio, vescovo metropolita di Rostov dal 1702, al secolo Danylo Savvich Tuptal, celebre teologo, oratore e benefattore; e la rifondazione della città di Voronincome Makariv da parte di Makar Ivashentsevich.

 

Un primo disegno dello stemma di Makarov inizialmente proposto dalla Camera Araldica da parte di O. Rudenko aveva un’immagine di corvo (perché in passato il villaggio era chiamato Voronin (città del corvo), l’emblema nobiliare polacco dei signori di Ivashentsevich, simbolico del villaggio annesso, e una porta urbana a ricordo del rafforzamento del villaggio da parte di Makar Ivashentsevich.

 

Una seconda bozza dello stemma di Makariv, di A.P. Marchuk proponeva il simbolo familiare della famiglia Tuplalov: il “delta” greco con una croce ortodossa. La lettera “P” era raffigurata sull’insegna di Dimitri Tuptal all’interno del “delta”.

 

La cittadina di Makariv si trova nel Distretto (Raion) di Bucha, nella Provincia (Oblast) di Kiev, sulle rive del fiume Zdvizh.

 

Inizialmente era un modesto villaggio denominato Voronin (lett. “luogo dei corvi”: da “voron”: corvo) di proprietà della nobile famiglia lituana degli Ivashentsevich (o Vasentsevich), documentato dal 1506. Makar Vasentsevich ne fece la sua residenza con grande corte agricola e ne mutò il nome in Makariv.

Alla fine del XVI secolo il nipote Mykola (Michele) fortificò la struttura, rendendolo un castello ben difeso protetto da mura e fossati alimentati dal fiume che, dopo di lui con la sottomissione al regno di Polonia, pervenne al polacco Samuel Laszc che ci è noto per la sua crudeltà sulla popolazione (soprattutto contadini).

 

Successivamente, la grande tenuta dei Makarevich fu divisa tra i discendenti di questa famiglia, attraverso la linea femminile: i principi di Zbarazh, di Lubomyr e di Harlin, in particolare Makar e i suoi dintorni andarono gli Harlin (o Harlen).

Nel XVII secolo nonostante gli sforzi dei signori polacchi per mantenere sottomessa la popolazione locale, essa insorse ripetutamente, nel 1648 la grande tenuta venne data alle fiamme e la popolazione locale si unì attivamente al movimento di liberazione nazionale ucraino.

 

Intorno al 1660 i contadini Makariv si unirono alla rivolta e alle armate guidate dal colonnello Decyk di Ovruch e nel 1694 Makariv fu liberata dai cosacchi di Semyon Paliy. 

 

Fu in quel periodo che nacque il figlio più illustre di Makariv: Danylo Tuptal (Danilo Tuptalo).

 

Con il Trattato di Prut del 1711 si confermò il dominio polacco sul territorio e nel XVIII secolo il villaggio apparteneva a uno dei più grandi magnati del Regno, il principe Lubomirsky, e dopo di lui al sacerdote Kayetan Rostishevsky che, nel 1768, fu costretto a fuggire di fronte ai soldati di Ivan Bondarenko il cui distaccamento occupò la cittadina. Ma la resistenza popolare fu brutalmente repressa.

 

Con la complessa spartizione dell’ex Regno di Polonia (1772/1795) Makariv nel 1804 venne associato alla provincia di Kyiv. Nel XIX secolo si ebbe un certo sviluppo economico che portò il migliaio scarso di abitanti ad aumentare considerevolmente.

All’inizio del XX secolo divenne una grande città che apparteneva al proprietario terriero M. von Meck.

 

Gli abitanti del Makariv volost presero parte alla guerra russo-giapponese (1904-1905), alla Rivoluzione del 1905-1907, alla Prima Guerra Mondiale e agli eventi del 1917-1920. 

Nel 1917, in particolare, Makariv divenne il centro di una feroce lotta tra gli organi locali della Rada Centrale Ucraina e il Comitato Rivoluzionario Bolscevico. Durante la rivoluzione ucraina (1917-1921), il potere a Makarov cambiò più volte, finché nell’estate del 1920 la città venne occupata dalle armate della Russia sovietica.

Nel 1921, le regioni di Makariv e Byshiv furono annesse all’effimero Stato-fantoccio dell’Ucraina sovietica.

 

Nel 1923 Makariv divenne un centro distrettuale all’interno del distretto di Kyiv e dal 1932 divenne parte della regione di Kyiv.

Nota di Massimo Ghirardi

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