Fornovo di Taro


Comune di Fornovo di Taro – (PR)

Informazioni

  • Codice Catastale: D728
  • Codice Istat:
  • CAP: 43045
  • Numero abitanti: 6294
  • Nome abitanti: fornovesi
  • Altitudine: 174
  • Superficie: 174
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 23.0

Storia dello stemma e del comune

Importante centro della bassa Val Taro, sorto su un insediamento romano e in seguito sviluppatosi intorno alla storica Pieve di Santa Maria lungo il tracciato della Via Francigena di Monte Bardone che aveva in quel punto un guado. In seguito fu costruito un ponte gestito dai cavalieri d’Altopascio1 che possedevano un ospizio per i pellegrini e una cappella dedicata a San Nicolò.

Nel 1294 il ponte fu distrutto da una disastrosa piena del Taro e ricostruito solo all’inizio del XX secolo (fino a quel momento restò in esercizio un traghetto). Fu feudo dei conti Rossi di San Secondo, che possedevano il castello di Carona (costruito da Pier Maria III Rossi) che sovrastava il paese dalla vetta del monte Croce, trasformato nell’800 in residenza signorile ed sede del Collegio dei Nobili di Parma.

Dopo il 1862 assunse il determinante idronimo “di Taro” per distinguersi da altre località omonime.

Per quanto riguarda le armi civiche il testo dello Statuto del Comune di Fornovo è piuttosto impreciso: “castello turrito su fiume con un’aquila coronata e con le lettere F e N (Forum Novum) ai lati delle due torri “.

Abitualmente entro un cartoccio si vede una torre rossa con tre merli ghibellini di diversa altezza (forse “riduzioni” di torri), sovrastato da un aquila e dominante un corso d’acqua (rappresentante il fiume Taro) affiancato dalle lettere maiuscole F e N (Forum Novum, secondo un’incerta etimologia o Forum Novanorum, secondo altri, volendo significare con questo “centro di scambio e mercatura di Novanio e della sua gente”) in campo argento.

Nello “stemmario” generale della Regione Emilia-Romagna si blasona2: “D’argento alla torre di rosso, munita di tre merli alla ghibellina, chiusa del secondo, finestrata di nero, lambita da acque d’azzurro, increspate d’argento; fiancato ritondato di rosso con il primo fianco carico di una lettera F, il secondo di una lettera N, ambedue a caratteri maiuscoli di nero; al capo dello scudo di rosso con l’aquila d’oro, coronata del medesimo”.

L’aquila, benché i colori siano diversi, potrebbe derivare da un più antico “capo dell’Impero”, il classico distintivo della parte ghibellina, o più facilmente alludere alla fondazione romana della località.

1 vedi Altopascio (LU)
2 vedi bibliografia

 

Nota di Massimo Ghirardi e Alessandro Savorelli

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Utet, Torino 1997 (prima edizione 1990).

AA.VV., STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Illustrazioni di Marco Foppoli. Editrice Compositori, Bologna 2003.

Romolotti G. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento alla torre di rosso, munita di tre merli alla ghibellina, chiusa del secondo, finestrata di nero, lambita da acque d’azzurro, increspate d’argento; fiancato ritondato di rosso con il primo fianco carico di una lettera F, il secondo di una lettera N, ambedue a caratteri maiuscoli di nero; al capo dello scudo di rosso con l’aquila d’oro, coronata del medesimo”. Tratto da “Stemmario della Regione Emilia-Romagna”

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di azzurro, riccamente ornato da ricami d’oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro: Comune di Fornovo di Taro. I cordoni sono in oro. Cravatta con nastri tricolorati dei colori nazionali, frangiati d’oro”

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,