Città di Colorno – (PR)

Informazioni

  • Codice Catastale: C904
  • Codice Istat:
  • CAP: 43052
  • Numero abitanti: 9096
  • Nome abitanti: colornesi
  • Altitudine: 29
  • Superficie: 29
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 15.0

Storia dello stemma e del comune

Il toponimo Colorno deriva dalla posizione dell’antico abitato che si trovava alla confluenza del canale Lorno nel torrente Parma, da cui CAPUT LORNI (“alla fine del Lorno”).

 

Lo stemma, i cui elementi furono fissati con delibera della Comunità di Colorno del 7 giugno 1790, in base alla concessione del Duca di Parma Ferdinando I di Borbone (Parma, 20 gennaio 1751 – Fontevivo, 9 ottobre 1802), è graficamente forse il più ricco di tutta la regione, in quanto il riconoscimento regolamentare prevede uno scudo di forma particolare, la “corona nobile”, il motto e un sostegno. Elementi “parlanti” presenti nel primo punto del partito in cui è suddiviso lo scudo sono la pianta di “orno ossia specie di frassino selvatico” e il torrente (simboleggiante il Lorno), ossia “il canale Galasso già denominato l’Orno” (da cui il nome del Comune), presente nella zona inferiore e che si estende anche nella parte inferiore del secondo punto, qui è presente una mezza croce “greca” ovvero “croce d’oro in campo di gola, ossia cruento”; infine il sostegno è costituito da un drago rovesciato. La corona, del rango di marchese, ricorda che il paese fu capitale del marchesato dei Sanseverino, che ne ebbero l’investitura dai Farnese. Intorno allo scudo si trova infine il motto: EX ORNIS LURNUS – EX HOC COLURNUS (“Dall’orno: il Lorno, da questi: Colorno”).

 

La croce che il drago sono entrambi attributi relativi a santa Margherita d’Antiochia, patrona del paese; infatti la giovane Margherita, figlia di un sacerdote pagano, convertita alla fede cristiana e avendo fatto voto di verginità, rifiutò di sposare il governatore romano Olibrio giustificandosi con la sua fede. Essendo il periodo quello delle persecuzioni di Massiminiano e Diocleziano viene perciò gettata in prigione dove fu prima aggredita dal Diavolo e poi, mentre era intenta a pregare, divorata da un drago. Però, avendo portato con sé una piccola croce, riuscì con quella a squarciare il ventre del mostro e ad uscirne miracolosamente indenne.

 

Il primo disegno disponibile dello questo stemma è di quasi un secolo posteriore alla concessione, si tratta di un timbro del 1870; qui lo scudo si presenta timbrato da corona nobiliare, circondato da due palme, con al disotto il drago; successivamente lo ritroviamo su una stampa del 1884 in cui si distingue chiaramente la testa “leonina” del drago; di inizio del Novecento è invece l’elegante disegno del pittore colornese Dino Mora (1880-1950), poi usato in carte intestate, locandine e dai cui deriva la versione attualmente usata sul sito comunale.

 

Si torna alla versione ottocentesca nell’istanza presentata al Presidente della Repubblica per il riconoscimento ufficiale; in conseguenza di ciò lo stemma è stato formalmente concesso(1) con decreto del 27 aprile 1964, che lo blasona nel dettaglio: “Partito: il primo d’argento all’albero di orno al naturale nodrito sulla sponda erbosa di un fiume scorrente sulla riviera; il secondo di rosso alla croce dimezzata d’oro movente dalla partizione: il tutto entro uno scudo ovale ornato di due volute col bordo caricato della legenda: “Ex ornis lurnus ex hoc colurnus” sormontato da corona marchionale. Lo scudo, accollato a rami di palma, sostenuto da un drago [d’argento] linguato di rosso, senz’ali, è circondato da due rami di quercia e di alloro decussati in punta”; con lo stesso decreto veniva concesso un gonfalone “tagliato di rosso e d’argento” (da notare che di norma per i gonfaloni usa il termine “bianco” e non “argento”).

 

Nell’utilizzo attuale non si segue quanto riportato dal decreto, infatti a differenza del bozzetto ufficiale il drago è abitualmente rappresentato “al naturale” (di verde e provvisto di ali) mentre si omettono i rami di quercia e alloro, ridondanti con quelli di palma già accollati allo scudo. Questa versione è più fedele a quella “antica”, e in particolare quella di Mora, ed è presente anche sul nuovo gonfalone (sul precedente il drago, fedele al decreto presidenziale, era d’argento e senza ali) che di discosta anch’esso da quanto prescritto dal decreto essendo “partito di verde e di giallo”.

 

A seguito della concessione del titolo di “città” da parte del Presidente Sergio Mattarella il 24 febbraio 2021 il Consiglio ha affrontato la discussione se sostituire la corona marchionale dello stemma con quella di rango di “città”, la decisione finale del Consiglio Comunale e della Giunta, guidata dal sindaco Christian Stocchi, è stata di mantenere la corona storica anche per via della sua particolarità che la contraddistingue dalle altre corone araldiche.

 

 

(1): trattandosi di stemma regolarmente concesso da un’autorità sovrana (il Duca di Parma) si sarebbe potuto ottenere un semplice “riconoscimento” in luogo della “concessione”, ma a partire dagli anni ’60 i “riconoscimenti” sono stati formalmente aboliti dallo Stato, procedendosi alle semplici “concessioni”.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Si ringraziano Stefano Sampaolo e Alessandro Neri per la gentile collaborazione prestata.

 

 

Bibliografia:

 

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

AA.VV. STEMMI DELLE PROVINCE E DEI COMUNI DELL’EMILIA ROMAGNA, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.

Romolotti (Giuseppe) a cura di. STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972

Leandri (Angela). LO STEMMA DEL COMUNE DI COLORNO. http://www.comune.colorno.pr.it/allegato.asp?ID=883309, consultato il 29/10/2015

Duchet-Suchaux (Gaston), Pastoureau (Michel). LA BIBLE ET LES SAINTS. pp. 198-199. Flammarion, Parigi, 2014

Gazzetta di Parma, 18 giugno 2021, p. 21.

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Partito; il primo d’argento all’albero di orno al naturale nodrito sulla sponda erbosa di fiume scorrente sulla riviera; il 2° di rosso alla croce dimezzata d’oro movente dalla partizione; il tutto entro uno scudo ovale ornato di due volute col bordo caricato della legenda “Ex ornis lurnus ex hoc colurnus” sormontato da corona marchionale. Lo scudo accollato a rami di palma sostenuto da un drago linguato di rosso, (d’argento riccamente) senza ali, è circondato da due rami di quercia e d’alloro decussati in punta”.”

Colori dello scudo:
argento, rosso
Partizioni:
partito
Oggetti dello stemma:
ala, albero di orno, bordo, corona marchionale, croce dimezzata, drago, fiume, legenda, ramo di palma, ramo di quercia e di alloro, riviera, scudo ovale, sponda, volute
Attributi araldici:
accollato, caricato, circondato, decussato in punta, erboso, linguato, movente dalla partizione, nodrito, ornato, scorrente, sormontato, sostenuto

Gonfalone ridisegnato


Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di verde e di giallo…”

Colori del gonfalone: giallo, verde
Partizioni del gonfalone: partito

Leggenda:

  • STEMMA
  • GONFALONE
  • BANDIERA
  • SIGILLO
  • CITTA'
  • ALTRO

    Decreto del Presidente della Repubblica (DPR)
    concessione
    27 Luglio 1964

    Decreto del Presidente della Repubblica (DPR)
    concessione
    24 Febbraio 2021