Aquila d’Arroscia


Comune di Aquila d’Arroscia – (IM)

Informazioni

  • Codice Catastale: A344
  • Codice Istat:
  • CAP: 18020
  • Numero abitanti: 177
  • Nome abitanti: aquilotti
  • Altitudine: 495
  • Superficie: 495
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 31.8

Storia dello stemma e del comune

Secondo la leggenda, Aquila d’Arroscia prende nome dalla presenza di un’aquila reale che stanziava abitualmente sul monte oggi detto Monte dell’Aquila. Altri lo farebbero derivare dall’aquila imperiale araldica che nelle rappresentazioni sosteneva lo stemma dei feudatari, i marchesi di Clavesana o i precedenti nobili Cha, che avevano entrambi delle aquile nello stemma famigliare.

 

Il comune si trova nella valle del torrente Arroscia e ha sede nella frazione di Piazza.

 

Insediamento preistorico, tracce di popolazioni del Paleolitico sono state trovate nelle grotte della val Pennavaira e nella val Ferraia che prende nome dalle miniere, soprattutto di carbone.

 

I Romani promossero la coltivazione dell’olivo, che venne mantenuta anche dai monaci colombaniani che si insediarono a Gavenola (oggi in Comune di Borghetto d’Arroscia) e che sono all’origine della denominazione di Colombaira per la cultivar di oliva locale alla quale associarono nell’XI secolo anche la Taggiascaincominciando dai terreni dell’abbazia di Nostra Signora del Canneto di Taggia, dalla quale il nome. I monaci produssero per primi anche il vino Ormeasco.

 

Dal 1202 la valle Arroscia entrò a far parte del Marchesato di Clavesana, i cui signori erano preziosi alleati della Repubblica di Genova e che costruirono il castello sulla collina a ridosso del paese, il Monte dell’Aquila, su una preesistente struttura risalente almeno al 1090.

 

Nel 1328 il borgo e il castello furono occupati militarmente dal marchese Giorgio Del Carretto, che rilevò il possedimento ad Oberto Cepolla, vassallo dei Clavesana, per breve tempo. Il territorio ritornerà ai Clavesana molto presto. Nel 1386 il territorio di Aquila e una parte della valle Arroscia passarono sotto il controllo diretto della Repubblica genovese, che inserì Aquila nel vicariato di Ranzo e poi nel capitaneato di Pieve di Teco.

 

Seguì quindi le sorti del marchesato di Zuccarello e con esso ritornò, dopo la guerra tra Genova e i Savoia nel 1624, tra i possedimenti della Repubblica di Genova, che sottopose Aquila alla giurisdizione del commissario di Zuccarello.

 

Con la dominazione francese il territorio di Aquila rientrò dal 2 dicembre 1797 all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del I cantone, con capoluogo Albenga, della Giurisdizione di Centa e dal 1803 centro principale del III cantone di Pieve nella Giurisdizione degli Ulivi.

 

Nel 1804 il territorio del soppresso comune di Gavenola venne unito ad Aquila. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

 

Nel 1815 il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel V mandamento di Pieve di Teco del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio (diverrà provincia di Imperia nel 1923).

 

Nel 1862 assume la denominazione di Aquila d’Arroscia, per distinguersi da altri centri omonimi.

Nel 1928 il comune di Aquila d’Arroscia fu soppresso e aggregato al territorio di Borghetto d’Arroscia, fino al 1947 quando venne ricostituito; nel 1949 la frazione di Gavenola venne ceduta definitivamente al Comune di Borghetto d’Arroscia.

Dal 2011  fa parte della Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia.

Lo stemma raffigura, simbolicamente, il castello dei Clavesana, oggi ridotto a rudere con due aquile, una in volo e una posata.

 

 

 

Nota di Bruno Fracasso e Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


Altre immagini


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Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,